"SCHIZOPHRENIC LIFE" di Naeione Ceeatoiatli
I
30/12/99
...Scozia.
Serata uggiosa qui a Egnovisan river,cammino e la rotta del mio sguardo vira tra il marciapiede e ciò che ho di fronte;alzo lo sguardo,mi guardo in giro e ritorno a fissare il marciapiede...osservo la strada ma in realtà non vedo nulla...vedo con la mente e scruto un'orizzonte astratto composto da passato e utopico futuro.
Il presente scorre come l'asfalto sotto i miei piedi...come un fiume che porta a valle quei detriti che forse era meglio restassero dov'erano...ma il fiume se li porta a presso...i ricordi.
Guardo le faccie dei passanti, li osservo uno ad uno,facce arrossate dalle temperature negative che in questi giorni ci stringono in una gelida morsa;sciarpe..cappotti e pungenti berretti di lana sfilano fra le strade del paese racchiudendo in sè persone e corrispettive anime...fidanzati a braccetto,famiglie che passeggiano,gente davanti le vetrine a progettare un possibile acquisto e schiavi dai colletti bianchi che tornano a casa brandendo spassionevolmente la loro ventiquattrore.
Il vento soffia sulla mia faccia e noto che sono l'unico ad indossare abiti primaverili...ma a me il freddo non turba minimamente...anzi...ritempera il mio spirito che ribolle come lava incaldescente.
Arrivo finalmente sul molo,cerco accuratamente in passeggiata una panchina che sia sgombra e acutamente selezionando la trovo...non voglio nessuno attorno...voglio stare solo.
Mi siedo,guardo il mare e dalla tasca dei miei pantaloni sfilo un pacchetto di sigarette..ne tiro fuori una,l'accendo e i pensieri mi raggiungono...sono di nuovo in compagnia...di nuovo domande e risposte...
Il mio nome è Mattheuw Ghouseby,provengo da una piccola cittadina di campagna e da una famiglia benestante,terminai gli studi ancora prima di diplomarmi e iniziai subito a lavorare,all'età di sedici anni...lavorai per anni in una falegnameria,nel paese dove sono nato(Gnagohill)e lì restai molto allungo.
Da piccolo adoravo arrampicarmi sugli alberi restando in solitudine...appolaiato su di un ramo osservavo tutto ciò che che avevo intorno,quello spazio aperto che tanto mi affascinava quanto mi spaventava...quello che non conoscevo.
Ricordo bene quei momenti...quando ci penso mi sembra ancora di sentire il profumo dei prati verdi,il ronzio degli insetti che sollecitava i miei timpani,e quella lieve brezza che scivolava sulla mia pelle come accarezarmi...in quei giorni stavo ancora bene....alcun pensiero e alcuna preoccupazione..alcuna domanda..alcuna risposta.
Gnago era un piccolo paese in mezzo a dei verdi colli,vecchio borgo scozzese e paesino di agricoltori....io passai l'infanzia giocando nei prati e per le strade di campagna...sono cresciuto lì...con la mia famiglia....coi miei genitori e con mio fratello.
Mio padre era medico e perciò non mi mancò mai nulla dal punto di vista economico,mio padre si chiamava Pier Ghouseby,era un uomo di grossa stazza,più che un medico sembrava un portuale di Dover.
Ebbe dei problemi con il fisco,quindi io e mio fratello dovemmo rinunciare all'eredità,altrimenti i suoi debiti sarebbero diventati i nostri...ma non era importante...ci saremo costruiti un futuro con le nostre mani,propio come nostro padre!
Nostro padre aveva delle mani enormi,dalle dita enormi e con delle falangi enormi,non sò nemmeno se avesse avuto il tatto..omone dai capelli neri e con un pizzo da saraceno.
Mia madre invece era una bella donna dai capelli riccioli e biondi e dagli occhi castani,si chiamava Mary Cochney,nata a Prellynton,lei fece sempre la casalinga,mio padre,avendo quella posizione sociale,potè permettersi di lasciarla a casa a badare a me e a mio fratello Franky.
Mio fratello(Franky Ghouseby)ora è un noto impresario edile e vive a Mightown,felicemente sposato con sua moglie Sarah,con cui ha avuto due bambini..i miei nipoti,Jackye e Paul Ghouseby.
Lui fortunatamente,grazie anche a Sarah,superò bene quel periodo difficile che passammo anni fà..
Mio padre,sebbene fosse un medico stimato,ebbe per anni problemi con l'alcool,era un tipo che se lo mettevi dinanzi ad una bottiglia di whisky non aveva tanti problemi a prosciugarsela da solo..purtroppo,una volta sbronzo,invece di dedicarsi a cantici stralabianti,peccava sfogando le sue turbe represse sul corpo di mia madre,malmenandola e distruggendo tutto quello che gli capitava sotto mano,non badando minimamente al valore degli stessi.
Così che dopo anni di sopprusi,con relativa ulcera ed esaurimento nervoso,mia madre si separò da mio padre e si infatuò di un tale di nome Charlie Happy,una volta...amico di mio padre.
Lui quando lo scoprì andò su tutte le furie,e un giorno,ci fece una bella sorpresa.
I miei una volta separati,per un periodo continuarono a convivere,e una sera..un sabato sera..
Io e mio fratello Franky,dopo esserci incontrati al Bayting pub,decidemmo di rientrare assieme e ci dirigemmo verso casa;ricordo che nella strada di ritorno non parlammo per quasi tutto il tragitto,un po'per la difficoltà che avevamo ad esprimerci a causa dell'enorme quantità di birra da noi ingerita,e un po' forse perchè sentivamo nell'aria qualcosa di strano..una volta arrivati parcheggiammo l'auto,scendemmo e con passo affaticato,barcollando,ci avvicinammo al portone di casa.
Aprii la porta e una volta entrati uno scenario macrabo ci paralizzò entrambi..nostra madre giaceva a terra quasi senza il cranio,non sò quanti colpi di fucile la ridussero così,mio padre era un pò più in là,se ne riservò uno singolo in bocca,un enorme chiazza di sangue oramai quasi coagulato ricopriva gran parte del pavimento,i loro corpi erano lì da ore,e noi a quel punto,non sapevamo più come fare...il mondo intero(compresi tutti i pianeti del sistema solare)ci caddero addosso e ci schiacciarono la testa.
Era autunno,le foglie caddero ma l'albero rimase ben saldo al suolo grazie alle profonde radici,ed io e mio fratello insieme riuscimmo a superare quel periodo,anche sè,quel brutto ricordo non sparirà mai dalle nostre menti;rimase luce fredda fra la tenebra...
Ora a Egnovisan river conduco una vita solitaria,i soldi che ho a disposizione mi permettono di mangiare qualcosa di caldo all'osteria di Boe solo a cena,e a comprarmi le sigarette,quegli involtini di tabacco che mi aspiro maliziosamente durante tutta la giornata.
La panchina sulla quale sono seduto è gelida e i pantaloni di tela che indosso permettono a questo freddo pungente di congelarmi le chiappe.
Le onde si infrangono sulla scogliera e l'odore del salino mi raggiunge accompagnato da delle goccioline che inumidiscono il mio volto.Io rimango inerme ad accogliermi quelle carezze che mi aggradano alle pendici di una serata qualunque,facendomi scrollare dalla brezza di mare...e dai pensieri..
E mi bisbigliano caoticamente all'orecchio tutti insieme ...ragazzi...uno alla volta per piaciere...se fate così non vi capisco...loro sono mè...io sono loro...i miei ricordi e i miei pensieri sono coloro che seviziano la mia mente...la mia psiche....il mio ego.
Ed io sono uno che si nasconde tra la gente comune;io sono........Matthew Ghouseby
II
Dopo la strage in casa Ghouseby,ovviamente ci furono i funerali.
Quel giorno,il diciotto di novembre,andammo nella chiesa di Sant Lorenz,nei pressi di Emminghton park...pioveva ed io e Frank eravamo distrutti dall'accaduto...nei giorni antecedenti i funerali le autorità locali ci stramazzarono il cervello con le loro domande e penso che entrambi, in quel momento, li avremo mandati volentieri al creatore,cosìchè magari le domande le avrebbero fatte direttamente agli interessati.
Arrivammo davanti la chiesa e ad aspettarci c'erano già i parenti pronti a farci le condolianze,scendemmo dall'auto e subito nonna Cindy e lo zio Bruce ci abbracciarono contribuendo a bagnare i nostri abiti con le loro lacrime,la cosa che più non sopportai era la mia consapevolezza del loro più completo menefreghismo nei nostri confronti sino ad allora,ed io in quel caso,mi resi partecipe alla commedia.
Poi toccò alla zia Lory e allo zio Louis,loro non recitavano e il loro abbraccio mi diede per un attimo un po' di conforto,anche perchè sapevo che erano le uniche persone su cui potevamo contare io e mio fratello Frank...il resto della folla erano amici e curiosi che bisbigliavano tra di loro,criticando morbosamente quasi assetati di disgrazie altrui,insomma...quel genere di persone che meriterebbero di morire divorati dagli insetti.
Entrammo in chiesa e notai quei classici "addobbi funebri" che davano quel pizzico di monotonia cerimoniale,le bare erano già"parcheggiate" dinanzi all'altare e il parroco già pronto a fare il suo discorso..."perchè la vita è una dura prova,noi siamo le pecorelle smarrite nel sentiero delle tentazioni,ma il signore è pronto ad accoglierci tra le sue braccia e a perdonarci...ma solamente agli abbonati,che riposino in pace...Amen".
Uscii dalla chiesa e avrei volentieri demolito tutto ciò che vedevo,ricordo che avevo una rabbia tale che me la sarei presa anche con lo spirito santo,ma daltronde la causa di tutto era il signor Ghouseby,ormai passato all'altro mondo, quindi la mia ira non poteva sfogarsi nella giusta maniera.
Una volta al cimitero non aspettavo altro che tutto finisse,anche perchè pensavo che il signor Ghouseby non fosse un avente diritto a degna sepoltura,mio fratello stava alla mia destra e sentivo che anche lui provava le mie stesse sensazioni,eravamo le facce identiche di un'opuscolo stropicciato.
Finalmente tutto finì velocemente e dopo aver visto cibo per i vermi esser sepellito sotto un metro e sessanta di terra,io e Frank ce ne andammo a casa,senza però aver salutato gli unici familiari che ci erano rimasti.
Arrivati a casa riaprii la porta e mi sembrò di riveder quella scena agghiacciante..mio fratello andò a sdraiarsi a letto ed io rimasi lì...sulla scena del delitto e suicidio.
Raggiunsi il frigorifero e aprii lo sportello,presi una doppio malto,chiusi,mi sdraiai sul divano e stappai la mia birra,...poi pensai:"ciao Pier,come stai?Spero che almeno quel colpo in bocca ti abbia provocato un'agonizzante dolore infinito e in continua espansione ...e tu madre?
Cosa mi racconti?
Sai,potevo fare un bel puzzle con il tuo cranio,ma quelle canaglie della omicidi hanno pensato a ripulire tutto...
Ho visto il signor Happy alla vostra cerimonia,ma è rimasto ben lontano dai festeggiamenti,forse ne risentiva di qualcosa...ed io non l'ho calcolato più di tanto...sai cosa penso?Io credo che temesse un po' il tuo ex marito...il signor Pier Ghouseby,uomo di stazza sopra la media nazionale."
...E mentre stavo per finire la mia birra arrivò Monkey,chiamato così per il suo istinto molto primordiale.
"Matthew,come stai?Hai ancora pensato a come organizzarti il futuro adesso?Che cosa diavolo intendi fare?Intendi forse restare in quella falegnameria alle dipendenze del signor Burns?Nooooooo,quell'uomo è avido,usa te e il tuo operato per arrichirsi e fare una vita da pashà,e a te?Ti dà il minimo indispensabile e ti tratta male,pretende di avere la moglie ubriaca e la botte piena...perchè non mi dai retta...fatti dare tutto quello che ancora ti deve,lascia una parte a tuo fratello e vai a cercar lavoro a Prellynton,almeno ti allontani da questo posto maledetto!"
..."Ben detto Monkey,ma adesso non voglio vedere nessuno,tantomeno il signor Burns.
Mi son fatto dare una settimana di ferie...perchè non ci vai te al posto mio?Dopotutto se sei mio amico potresti anche farmi un favore,no?"
"Và bene Matt,sai che per me non c'è problema!"
Così Monkey pensò a risolvere la mia faccenda col signor Burns,ed io, parlai a Frank e gli spiegai le mie intenzioni.
Lui capì tutto e appoggiò la mia scelta,mi ringraziò per la somma di denaro che avevo intenzione di lasciargli (compreso parte dei miei risparmi) e gli promisi di tornare a Gnagohill almeno una volta al mese.
Il giorno seguente presi i miei bagagli , i quattro soldi che riuscii a raccimolare e mi feci accompagnare da mio fratello alla stazione di Gnago...scesi dall'auto,guardai Frank e lo abbracciai con amore fraterno,l'aria che respiravo in quella cittadina maledetta era troppo asfissiante per me...era una bella giornata autunnale,ma la vista di Gnago mi opprimeva...mi consumava...se non fosse stato per Frank,io in quel posto non ci sarei mai più tornato.
Entrai in stazione e mi diressi verso la biglietteria,feci la coda allo sportello e finalmente arrivò il mio turno:<<un biglietto per Prellynton perfavore,vagone fumatori grazie>>
Poi notai che con me c'era anche Monkey che con aria straziata mi disse:<<vedi Matt,l'uomo che hai di fronte ti fà la bella faccia o perchè è veramente felice,oppure sta fingendo...ed io la gente che finge gli aprirei la lesta con un seghetto per capire veramente se la loro materia grigia risulta ostile nei miei confronti,perchè sai...è quella che ci dà gli ordini ed è con quella che dobbiamo fare i conti e parlare a quattr'occhi!...Ma dopotutto io sono io,e tu sei tu,la mia è solamente un'opinione diversa dalla tua..>>
..E il tipo allo sportello:<<Ecco a lei il biglietto per Prellynton,buonviaggio signore!>>
Ringraziai il dipendente delle ferrovie e dopo aver salutato Monkey andai sul binario nove,alle undici e quarantacinque arrivò il treno e salii sulla carrozza fumatori,una volta partito restai ad osservare Gnagohill mentre si allontanava... iniziai a portarmi i detriti a valle.
Arrivai a Prellynton alle diciotto in punto,scesi e chiamai subito Franky da una cabina telefonica,mi diede la triste notizia che il signor Burns era morto nell'incendio che distrusse la falegnameria dove io lavoravo...e la cosa che mi stupisce tutt'ora è che non mi dispiaque affatto.
A quel punto dovevo trovare una sistemazione in città e un lavoro.
III
Arrivato a Prellynton cercai immediatamente una bettola dove poter mangiare e dormire.
Mi recai al 15 della Hemmingway street,unica strada che congiunge il centro cittadino alle altre frazioni,lì mi sistemai alla"locanda di Smith",lurido postaccio per gente senza una sterlina.
...Ricordo bene quel posto...non esiste una topaia così in tutta Egnovisan...
Entrai dentro e chiesi una stanza per un paio di notti,il tipo che avevo di fronte sembrava l'anello mancante tra l'uomo e la scimmia e il fetore di quel posto era paragonabile a quello di una stalla.
Una volta prese le chiavi mi recai nella mia stanza per posare i bagagli,la stanza13.
Era al primo piano e le finestre fortunatamente davano sulla strada...dall'altro lato le stanze ne erano prive...io pagai un piccolo supplemento per ottenere quell'optional.
Mi feci un bagno tiepido e mi sitemai sulla branda,ricordo che prima di andare a mangiare rimasi più di un ora ad osservare il soffitto pensando alla mia situazione.
Dovevo trovare al più presto un lavoro pure se non avesse avuto niente a che fare con il mio mestiere,altrimenti quei pochi soldi che avevo si sarebbero vaporizzati in un men che non si dica.
Alle otto e mezza circai andai da "anello Smith"per procurarmi qualcosa da buttare nello stomaco,così riuscii a procurarmi una zuppa e del pollo fritto.
Alle undici ero già sotto le coperte,il dolore iniziò a manifestarsi non appena incominciai a rilassarmi,ma la stanchezza mi fece presto chiuder occhio;..l'indomani avrei passato una giornata molto intensa.
Il giorno dopo mi svegliai con un gran mal di schiena,mi lavai la faccia e feci colazione;uova e pancetta...caffè e sigaretta.
Girai tutta la mattina per le vie della città esaminando attentamente tutto il territorio a me circostante,camminavo per strada osservando i palazzi...le costruzioni più recenti erano dal punto di vista architettonico"Una merda"confronto a quelle più vecchie,alti parallelipipedi mi trasmettevano un certo senso di devoluzione della specie umana...ma forse era solamente una mia impressione.
Camminai almeno una trentina di minuti quando finalmente su una bacheca lessi un'annuncio che poteva fare al caso mio:"CERCASI PERSONALE PIANO BAR".
Non mi sarebbe dispiaciuto fare qualcosa del genere e pensai immediatamente a cercare un telefono pubblico per poter contattare gli interessati.
Trovai un telefono pubblico sulla Newton avenue ma era occupato e con pazienza aspettai il mio turno,mi misi in coda e dopo essermi acceso una sigaretta sentii una voce dal basso timbro sussurarmi:<<Banale qui la situazione non è vero?Pensate che ogni volta che un uomo si mette in coda perde un sesto del carico attivo psichico abbandonandosi all'apatica attesa del propio turno,non calcolando poi le probabilità che uno ha di sfruttare un'occasione nel tempo che aspetta e dunque quante occasioni perse nell'arco di una vita!..A lei le sembrerà complicato ma in realtà non lo è,un'illusione ci inganna ma tutto è semplicemente banale.>>
Ed io:<<forse riesco anche a seguirla signore,ma la questione è che se io non aspetto di fare una telefonata perderò l'unica occasione che ho momentaneamente di trovare un posto di lavoro,ed io adesso ne ho bisogno più di un'altra cosa!>>
E lo strano tizio borbottando mi rispose:<<certo...certo...capisco benissimo,beh...io comunque sono Albert e credo che Albert sia una cosa diversa da lei e pertanto siamo due persone differenti che non possono paragonarsi l'un con l'altra...capisce?>>E quasi offeso così come era arrivato,se ne andò lasciando me e il telefono in completa solitudine.
Telefonai a quel numero e mi rispose una donna:<<Si buongiorno,Manhattan cocktail club chi parla?>>
<<Salve,ho chiamato per quel posto di lavoro,ho letto l'annuncio e vorrei sapere se siete ancora interessati>>.
<<Ah,sì certo...servirebbe del personale alle stoviglie e se le interessa si presenti qui al 43 della Arbour street e chieda di Stephanie...arrivederci!>>
E riagganciò il telefono.
Uscii dalla gabina quasi stupito di aver trovato un'impiego così velocemente,chiamai un taxi e così mi feci portare al Manhattan cocktail club.
Arrivato a destinazione pagai il tassista e scesi dall'auto,di fronte a me avevo una splendida palazzina dalla facciata ricoperta di vetri,le finestre rispecchiavano perfettamente le immagini dinanzi a loro ed incima una grossa insegna luminosa mostrava alla città il logo"MANHATTAN";era il momento di entrare e di darmi da fare.
Feci le scale distrattamente perchè impegnato a curiosare il bestione metropolitano,aprii la grossa porta e trovai uno strano individuo che sembrava indossare una pettorina da parcheggiatore:<<desidera signore?>>
..dedussi subito che si dovesse trattare di una specie di portinaio-guardiano...<<beh..stavo cercando il Manhattan per un impiego...>>
<<se cercava il Manhattan l'ha trovato signore,se mi dice con chi deve parlare avvertirò subito l'interessato>>
<<volevo parlare con Stephanie,sono Matthew Ghouseby>>.
E il tipo andò in uno stanzino a telefonare.
Nel frattempo continuai la mia esplorazione panoramica e notai immediatamente un quadro raffigurante un drago con sette teste,l'incredibile leggerezza delle pennellate creavano uno sfondo molto realistico...un cielo di fuoco con nubi di pece...
Ad un tratto mi sentii picchiettare sulla spalla e mi voltai,trovandomi faccia a faccia con una splendida rossa tutta ricci e lentigini dagli occhietti verdi:
<<Ciao!,io sono Stephanie...tu devi essere quello che ha chiamato per il posto alle stoviglie,vero?>>
<<Sì,io sono Matthew Ghouseby...piacere!>>
e lei<<mi dispiace di non avertelo potuto dire prima ma il posto è già stato assegnato e quando ci siamo sentiti al telefono io non ne ero al corrente...ti possiamo offrire qualcosa per il disturbo?>>
<<...Beh!...in realtà avrei molta sete...>>,mi fece cenno di seguirla,attraversammo un corridoio e ci trovammo dinanzi a degli ascensori,ne prendemmo uno e la cosa che mi colpì è che al posto del numero,sul tasto pigiato da Stephanie c'era la scritta PIANO-BAR...quei pochi secondi che rimasi chiuso con lei lì dentro bastarono per farmi arrossire dall'imbarazzo...poi si aprirono le porte e finalmente capii come mai il logo Manhattan sorvegliava così impetuosamente i tetti di Prellynton.
Ai miei occhi si presentò una lussuosa sala con una pedana ricoperta di preziosa stoffa,in fondo invece un lungo bancone che doveva servire a tenere distante la gente da tutte quelle bottiglie che il Manhattan esponeva.
Il pavimento era in legno e tappeti d'importazione dalle ex colonie ornavano quel salone illuminato da un lussuoso lampadario.
Capii immediatamente che io in un posto simile non avrei mai potuto lavorarci,uno come me in quel posto così raffinato...sarei stato il gatto rognoso alla mostra dei siamesi.
Ordinai da bere e ancora prima di attaccare discorso Stephanie mi salutò e mi lasciò al banco da solo...svuotai il bicchiere e tornai verso l'uscita...ero al punto da capo.
IV
Uscii da quella palazzina continuando a pensare a Stephanie,quei suoi occhi verdi splendevano come delle gemme e il bagaglio che si portava a presso era notevole...una pupa da sballo!
Peccato che non riuscii a fare quattro chiacchere con lei...
La fame intanto si faceva sentire strizzandomi lo stomaco,quindi decisi di cercare un posto dove poter masticare qualcosa...dopotutto avevo girato tutta la mattina.
Trovai uno sporco ed economico fast food e decisi di entrare,il menù esposto all'esterno attraeva abbastanza grazie ai prezzi bassi...non volevo immaginare però cosa avrei mangiato,ma i soldi erano quelli che erano ed io ero disoccupato.
Giunto all'interno mi accomodai ad un tavolo vicino alla vetrina,una volta arrivata la ragazza ordinai un cheese,un hamburger senza cetrioli e un vitaminico(che forse doveva essere l'unica cosa genuina che potevo ingerire lì dentro)poi iniziai a sbirciare al di fuori del locale.
Ad un certo punto vidi passare due individui particolari:uno aveva dei baffetti biondi, indossava una camicetta autunnale sbottonata in alto e portava le maniche arrotolate,l'altro portava il pizzetto e indossava una t-shirt mostrando molti tatuaggi sulle braccia.
Avanzavano parlando ad alta voce e si facevano delle grandissime risate,erano molto euforici e davano l'impressione di avere qualche bicchiere in più già di buon ora.
Poi continuando a seguirli con lo sguardo da dietro la vetrina,mi accorsi che stavano per entrare propio dentro il fast,ero propio curioso di vedere quale sarebbe stato il loro comportamento,se erano dei tipi socievoli o belligeranti.
La ragazza mi portò il vassoio al tavolo,dopodichè si diresse verso i due personaggi a prendere le ordinazioni.
Il tipo col pizzetto non esitò a complimentarsi per il bel aspetto della ragazza,mentre l'altro esaminava attentamente la zona delimitata dai glutei ai piedi,poi ordinarono della birra e patatine fritte... mentre aspettarono le patatine si scolarono tre birre per uno.
Non potevo immaginare quello che potevano aver bevuto prima,ma comunque davano l'impressione di essere due che reggevano abbastanza,io di quei personaggi ne conoscevo parecchi a Gnagohill,ad ogni festa di paese si prendevano delle sbronze esagerate...
Adoravo quelle serate...musica birra e belle ragazze!
Ad un certo punto mi sentii sussurare all'orecchio:<<Beh...Matt...che ne pensi di andare a presentarti a quei due... magari possono aiutarti a trovare una sistemazione migliore,e poi hanno l'aria di due che se la sanno spassare...perchè non pensi a divertirti un pò anche te?...daltronde devi un pò distrarti...ascolta il consiglio di un tuo amico...ascolta Monkey!>>
Penso che in quel momento la gente si fosse accorta che mi fui preso uno spavento,dopotutto non mi ero accorto della presenza di Monkye nel fast...non avevo fatto caso che era nel tavolo dietro il mio;mi chiesi"Ma cosa ci fà qua?"
I due tipi incominciarono ad osservermi come se fossi schizzato come un pazzo, allora decisi di alzarmi e di andargli a chiedere due informazioni su Prellynton.
Mi avvicinai e gli chiesi:<<salve!...Io sono Matt,volevo chiedervi delle informazioni sulla città ...vengo da fuori e cercavo un lavoro e un pò di divertimento.>>
E il tipo col pizzetto mi rispose:<<per prima cosa caro Matt,io e Klaus veniamo dalla Danimarca e non conosciamo bene questa città...seconda cosa io e Klaus non siamo qui per lavorare...ma se ci chiedi di"divertimento",noi ti potremo chiedere"che genere di divertimento?">>
Ed io con una spontanea esasperazione gli risposi:<<qualsiasi.........qualsiasi.>>
E il tipo coi baffetti esplose in una risata diventando tutto rosso,poi mi invitò a sedermi con loro per bere qualcosa e quel giorno...mi presi una sbornia che non dimenticherò mai più.
Iniziammo a ordinare una birra dietro l'altra e mi ero fatto coinvolgere,ma ero consapevole che quei soldi che cercavo di amministrarmi cautamente,me li stavo bevendo con due bizzarri danesi di nome Klaus e Henrik.
Avrei voluto presentargli Monkye,ma quello squilibrato lasciò il locale senza nemmeno salutare.
Ad un tratto Klaus si alzò per andare al bagno,ma pensò bene di passare sui tavoli salendoci in cima;appena erettosi sul primo cedettero due gambe e Klaus si ritrovò sdraiato in terra.
Iniziammo a ridere come delle iene quando con aria agressiva si precipitò il gestore:<<che diavolo pensate di fare nel mio locale fottuti stranieri!>>..evidentemente notò l'accento foresto dei danesi...
In quel momento Henrik e Klaus cambiarono espressione e capii subito che stava per scoppiare un gran casino...
Non esitai a mettermi in mezzo,presi i due nuovi amici e ci dirigemmo verso l'uscita,il tipo infuriato andò a telefonare alla polizia e noi fuggimmo dal fast food.
Percorremmo tutta la Patton avenue di corsa,ma quando le nostre milze stavano per scoppiare seguimmo le indicazioni di Henrik e finimmo in un quartiere periferico di Prellynton. Dopo aver percorso sporche viette dimenticate dalla cittadina arrivammo a destinazione.
Ci infilammo in un vicoletto e dopo pochi metri oltrepassammo un piccolo cancello,poi vidi un portone di metallo e una ripida scalinata che conduceva in un cortile.
Lì c'era l'appartamento affittato da Henrik Klaus e un altro loro amico,un certo Dimitri...madre russa,padre australiano,nato in Italia ma residente in Scozia da diciannove anni.
Henrik tirò fuori le chiavi di casa e si avvicinò alla porta,ma appena prima che infilasse la chiave questa si spalancò improvvisamente e comparve uno strano tizio,Klaus mi guardò e mi disse:<<lui è Dimitri,abita con noi ed è uno molto vigile!..>>
Io lo guardai e non gli risposi,Henrik entrò in casa e mi disse di seguirlo,così mi pulii un pò i piedi sullo zerbino ed entrai.
Dimitri era un tipetto tutto nervi,aveva gli occhi azzurri e gli mancavano i capelli,anche lui era tutto tatuato...e non aveva l'aspetto di uno raccomandabile...
Una volta dentro mi presentai a Dimitri e seguii gli altri in una piccola sala.
Mi fecero accomodare su una poltrona,l'erosione sui poggiabraccia rendevano l'idea di quanti anni potesse avere quel relitto,ma a dirla tutta non era niente affatto scomoda.
Cominciai a guardarmi intorno e notai poster e foto di rockstar appese sulle pareti della sala.
Figure di dei del rockn'roll orneggiavano l'ambiente:Ace dei Guns,Freddy Mercury dei Queen,Mike Patton dei Faith No More,Kurt Cubain dei Nirvana....i Rolling Stones!.
Il pavimento era coperto da un grosso tappeto e un lampadario a cinque braccia illuminava la stanza dosando una luce fioca.
Poi in un angolo notai un mobiletto contenente molti dischi ed un impianto hi-fi con relative casse alte quasi un metro,al centro della stanza c'era un tavolino,Dimitri si sdraiò su di un grosso cuscino,tirò fuori una pipetta e una pallina dal colore scuro ed io gli chiesi:<<che cos'è quello,haschich?>>
E lui facendo una strana smorfia mi rispose:<<no forestiero questo è oppio,e siccome sei un ospite tocca a te fare la prima...sù...coraggio!>>
Mi pose la pipetta e mi fece accendere con un fiammifero,dopodichè l'alcol non lo sentii più e mi sdraiai sul tappeto...cominci a grattarmi un pò ovunque...un gusto acro-dolce continuava a farsi sentire in gola...e non solo.
Ero rilassatissimo...un pò come se mi stassi per addormentare,ma non era così...ero vigile...la testa mi pesava e gli occhi tendevano a chiudersi...ero "fattissimo"come avrebbero detto quei tre...
Poi ricordo solo che rimasi fatto per un sacco di tempo e passai la notte lì...
Per la prima volta in vita mia mi ero drogato...e le cose non stavano andando come avevo previsto.
La speranza di costruirmi un qualcosa altrove veniva spazzata via dalla volontà di evadere da quella realtà che mi schiacciò la testa al suolo,e vista la situazione,ero propenso nel farlo...
V
Il giorno dopo mi svegliò Dimitri,Henrik e Klaus erano già usciti e lui mi chiese di accompagnarlo a fare due compere.
Non ebbi nemmeno il tempo di riprendermi che già portammo le chiappe fuori di casa,Dimitri sembrava in splendida forma ma io provavo un senso di debolezza incredibile,mancava poco che strisciassi i piedi.
Percorremmo un breve tragitto e poi Dimitri si fermò,mi fissò negli occhi e con uno sguardo un pò intimorito mi chiese di dargli tutti i soldi che tenevo al momento nel portafogli,io fidandomi gli diedi quelle poche sterline che mi erano rimaste,ma mi fece dubitare il fatto che nei paraggi non c'era alcun market,nè alcun negozio...
...poi mi disse di aspettarlo,e lì allora cominciai a immaginare che genere di compere dovesse fare.
Durante la mia attesa incontrai di nuovo quello strano tizio che conobbi al telefono pubblico sulla Newton avenue...Albert:...<<Oh!..Chi si rivede!...certo che con quella faccia non passerebbe inosservato nemmeno tra una folla di zombie...deve aver dormito poco questa notte Sir!
Crede forse che giovi alla sua salute perdersi nei meandri notturni?...La notte forse può dar miglior consiglio rendendosi partecipe alla vostra veglia o lasciandovi tramare nel vostro benemerito riposo?...a voi il giudizio...il maestro mostra la via e lo stolto guarda il dito...>>.
Ed io irritandomi lo mandai immediatamente a quel paese:<<...ma perchè non pensi un pò ai fattacci tuoi razza di scimmia intelligente!>>.
E Albert con aria mortificata mi volse le spalle e se ne andò brontolando.
Di Dimitri non vidi nemmeno l'ombra e incominciai a seccarmi,sopratutto dopo l'incontro ravvicinato con quel malato di Albert,misi la mano in tasca alla ricerca del pacchetto di sigarette,lo sfilai e me ne accesi una per passare cinque minuti impegnato a far qualcosa...incominciai a guardarmi attorno molto lentamente,il degrado di quei quartieri periferici mi opprimeva pesantemente,abituato a tutto il verde di Gnago in quella distesa di asfalto e cemento mi sentivo come un camaleonte a bagno nel petrolio.
Di giorno da quelle parti girava sempre poca gente,quando bastava fare qualche isolato e ci si trovava in pieno centro.
Ma la notte invece,quelle sporche strade nascoste da palazzine decadenti,si popolavano di loschi personaggi o meglio conosciuti come la feccia della società...gli avanzi...
Ubriaconi che barcollando cercano di trovare la strada per casa...drogati tentennanti in cerca della dose serale,prostitute che sbucando da vari portoncini cercano di persuadere impiegati frustrati che si aggirano nei paraggi in cerca di carne sconsacrata...lo squallore che danza nella notte.
Finalmente vidi arrivare Dimitri,che con aria soddisfatta tornava trionfante,concluse un'ottimo affare...almeno...sembrava...dall'espressione del suo volto...
<<Matthew,grazie alla tua collaborazione sono riuscito a rimediare la beatitudine per una notte...questa la vedi?...>>
Mi mostrò delle capsule che racchiudevano una pasta bianca e molle...<<che roba è amico?>>
...e Dimitri mi rispose:<<...ho il piacere di presentarti sorella mescalina!...ci terrà compagnia tutta la notte!>>
Io, senza porgli altre domande,optai per il dirigerci verso un supermarket,mentre dentro di me stramaledivo il giorno che Monkey mi consigliò di presentarmi ad Henrik e Klaus!
Ci dirigemmo verso il centro e pocoappena aver fatto qualche centinaio di metri vidi all'orizzonte l'insegna del"Robinson store",io e Dimitri ci infilammo dentro attraversando una porta girevole,quasi che quel virare mi diede il voltastomaco,io presi il carrello e seguendo Dimitri incominciai ad attraversare la corsia dei rifornimenti in direzione della cassa.
Una volta arrivato il momento di pagare,ancor prima che io riuscissi ad afferrare il portafogli,quel pazzo di Dimitri tirò fuori una pistola e la puntò dritto in faccia al cassiere.
A me incominciò a gridarmi di uscire con tutto il carrello,mentre lui avrebbe pensato a recuperare il bottino nelle cassa.
Preso dal panico uscii col carrello e incominciai a correre verso la Patton Avenue,quando ad un tratto una macchina della polizia sbucò da un incrocio ed inchiodò davanti a me bloccandomi la strada...
Ancor prima che i poliziotti riuscirono ad aprire la portiera io mollai il carrello e incominciai a fuggire dalla parte opposta,presi una tale velocità che le gambe mi sembrava girassero in continuazione compiendo un moto rotatorio.
Mi buttai dentro a dei vicoletti continando a sentire in lontananza le grida intimidatorie dei poliziotti,quando ad un tratto girai l'angolo e incontrai Stephanie e Monkye che stavano salendo su un'automobile,Monkye mi gridò:<<Presto!..sali in macchina muoviti!>>
E non esitai di certo,ma Stephanie nonostante avermi riconosciuto sembrava contraiata,ma io:<<Ti prego parti!Sono in pericolo!..perfavore Vai!...Presto!>>
E in un men che non si dica partì sgommando salvandomi dall'agressore...forse...sarebbe stato meglio il contrario.
Mi interrogai sul gesto di Dimitri,forse lo aveva fatto perchè eravamo senza soldi,oppure visto che era in possesso di una pistola,era sua abitudine svaligiare negozi.
Ma una cosa era certa...a parte Dimitri ero in macchina di Stephanie e le dovevo delle spiegazioni...che raccontargli?
Ma non ci volle molto ad inventare una menzogna sul momento,anche perchè fù lei stessa a pormi immediatamente la domanda:<<ma tu non sei quello che aveva fatto domanda al Manhattan?...ma che ti è successo?>>
<<Beh,non ho fatto propio domanda al Manhattan...guarda,sono uscito dal supermercato e due tizi hanno provato a rapinarmi ed io sono scappato...>>
E Stephanie:<<si certo,al giorno d'oggi c'è pieno di gentaglia in giro...vuoi che t'accompagni a casa?>>
<<...Mi faresti un gran favore,io stò a un paio di isolati giunti in fondo alla Patton Avenue...>>
E così mi accompagnò vicino alla casa dei pazzi drogati criminali,cui ebbi onore di far conoscenza...non sarei tornato, ma dopotutto parte della mia roba era ancora lì,e poi volevo delle spiegazioni da Dimitri...sempre che non l'avessero arrestato.
Ringraziai Stephanie,ma non la invitai in casa per bere qualcosa...dopotutto al Manhattan non dimostrò grande interesse nei miei confronti,ma era giusto porgli l'invito semplicemente per gratitudine.
Lei si allontanò a bordo della sua automobile ed io mi incamminai verso"casa"...mi aspettava ancora tutta la serata con quei pazzi,ma il giorno dopo me ne sarei andato.
VI
Non appena Stephanie si allontanò,aprii il cancelletto e in un attimo mi trovai in quel lurido cortile pronto a bussare alla porta dei miei"nuovi amici".
Ricordo che avevo un nervoso tale che l'avrei tirata giù a calci...
Bussai forte ma nessuno mi rispose...continuai a bussare e appena gridai il mio nome con fluida scorrevolezza vidi aprirsi la porta trovandomi di fronte Dimitri, gridando gli chiesi:<<...ma che diavolo ti è saltato in mente?...lo sai che per un pelo non mi arrestano?...tu invece?...te la sei svignata col bottino facendoti aprire la strada da un idiota che correva con un carrello per le strade di Prellynton!>>
E Dimitri quasi intenerito mi rispose:<<...Sù Matt...non fare così,...non potevo immaginare che ti avrebbero subito beccato gli sbirri...dai entra,tra un pò arrivano Henrik e Klaus.>>
Allora entrai frenando la mia collera...dopotutto Dimitri non mi avrebbe mai capito...lui era un tipo che viveva di espedienti,come Henrik e Klaus daltronde,erano dei pazzi alcolizzati drogati amanti del Rock'n Roll!
Mi accomodai sul solito divano,quello che più che un divano sembrava una reliquia...se ben vi ricordate.
Dimitri aprì il frigorifero e da quella posizione notai che strasbordava di cibo e di birre,quindi dedussi che a lui oltre essergli andata bene,aveva anche avuto il tempo di fare tranquillamente delle compere.
Ne tirò fuori un paio porgendomene una,poi si sdraiò sul suo cuscino e tirò fuori di nuovo la pipetta da oppio,tirò fuori dalla tasca una pallina e l'appoggiò sul braciere...nel frattempo sentii aprirsi la porta,cosìchè vidi entrare prima Klaus e poi Henrik.
Si accomodarono pure loro e iniziammo a fumarci religione sottoforma di una pasta scura e amara...("La religione è l'oppio dei popoli"...cit.Karl Marx)
Poi ad un tratto quel "fenomeno"di Dimitri con le movenze di un bradipo,si alzò lentamente e fissando il vuoto con aria geniale disse:<<...Ragazzi...è con piacere che vi annuncio,l'acquisto fatto coi risparmi di Matt...di sorella mescalina!>>
E gli altri due diedero vita ad un boato da stadio,mentre io rimasi inerme difronte alla più ceca estraneità della sorella.
Dimitri tirò fuori quelle maledette capsule e le fece girare con una birra,ed una alla volta sparirono inoltrandosi nel nostro apparato digerente...poi di nuovo oppio...finchè non iniziai ad avvertire i primi sintomi della sorella mescalina.
Ero sulla poltrona,quando ad un tratto cominciai a vedere tutto quanto "più colorato"(nel senso che i colori li percepivo più fortemente del solito) e le mie gambe dalle ginocchia in giù sembravano paralizzate...non che prima non lo fossero,ma in quel momento non riuscivo propio a muovermi;o forse...non ne avevo voglia.
Ricordo che cominciai a guardare il tappeto e le strane linee che formavano il disegno si muovevano ondeggiando come un alga vicino il bagnasciuga,poi alzai lo sguardo e vidi gli occhi di Dimitri che sembravano stassero cadendo in terra.
Mi voltai e riiniziai la panoramica sulle immagini appese alle pareti:
...I Rollingstones si stavano picchiando coi Guns,Mike Patton respingeva le avance di Freddy Mercury....insomma..il surreale!
Henrik e Klaus si osservavano a vicenda e ridevano come degli internati,quando ad un certo punto vidi comparire Albert e Monkye...incredibile ma vero...non mi chiesi nemmeno perchè fossero lì,inquanto ero drogato da far schifo e forse poteva essere semplicemente un'allucinazione.
Erano nell'angolo della stanza al buio e si stavano litigando su nonsòbene che cosa,poi si voltarono e cominciarono ad osservarmi ammutoliti...
..ad un tratto vennero entrambi da me e Albert cominciò:<<...Buona sera Sir,mi pare che ultimamente si è lasciato un pò andare...crede che lasciandosi trasportare da questi bifolchi lei riesca forse là dove al principio credeva di riuscire?...non crede che sia giunto il minuto di tornar alla dimora della ragione?>>
E Monkye controbattè d'inerzia al seguito del malato pseudointellettuale:
<<...Lascia perdere stò coglione e pensa piùttosto a rilassarti e di non farti dei problemi,ma l'hai visto in faccia?...sembra il figlio di Sherlock Holmes ed Elton Jonh!...lascialo perdere,stò qui non sà che diamine fare!>>
Poi cominciarono i problemi....
Giunse l'alba e la luce del sole cominciç a filtrare tra le tende illuminando la stanza.
Sulla mensola c'era la pistola di Dimitri...un luccichio abbagliò Monkye,quando questo,come una gazza ladra afferò il ferro e lo puntò sui padroni di casa... io cominciai a rabbrividirmi.
Le facce dei ragazzi erano più stupite che impaurite,e Monkye credo che in quel momento l'abbia preso come un'affronto...purtroppo...così aprii il fuoco sui miei nuovi "amici".
Mirò subito al petto,prima Dimitri,poi Henrik e Klaus,una volta che questi erano atterra,fece il"giro"e gli sparò un colpo in testa per uno....gli diede il colpo di grazia.
Non ci credavamo,io e Albert eravamo terrorizzati e quel folle osservava quasi soddisfatto i corpi insanguinati adiacenti al suolo.
A quel punto mi affrettai a recuperare la mia roba e a scappare immediatamente verso la stazione...dovevo di nuovo fuggire...
Uscii da quella casa di corsa,attraversai il cortile,feci le scale,oltrepassai il cancelletto e seminando l'omicida e l'esaurito,mi cacciai in una disperata corsa verso il primo treno che mi facesse lasciare la città.
In quel momento non sapevo cosa avrei fatto,di certo se fossi tornato a Gnagohill da mio fratello Frank,non avrei potuto rimanere lì a lungo,quindi sarei dovuto fuggire non appena avrei recuperato dei soldi.
Se la polizia di Prellynton avesse trovato qualche traccia del mio passaggio in quell'appartamento,mi sarei trovato nei guai e sicuramente mi avrebbero incolpato del triplice omicidio...ero propio nella merda!
Mi feci il tragitto tutto di corsa,arrivai in stazione che ero esausto, riuscii a prendere il treno delle otto e dieci,salii in carrozza e mi lasciai alle spalle di nuovo morte e confusione...continuavo a trascinarmi inequivocabilmente a spasso morte e confusione...
A quel punto volevo tornare a Gnagohill...non me lo sarei aspettato,ma sarei tornato prima del previsto...
VII
Dopo esser salito in carrozza,cercai un posto tranquillo dove adagiarmi indisturbato,mi sedetti e cominciai a guardare fuori dal finestrino.
Vidi allontanarsi lentamente Prellynton all'orizzonte,prima le sue palazzine,poi la sua sagoma tra la foschia che si mischiava ai gas di scarico delle automobili.
Tentai di dormire,ma l'adrenalina che mi scorreva dentro avrebbe tenuto sù anche un pachiderma in avanzato stato di decomposizione,ancora non riuscivo a capire come Monkye avesse potuto freddare quei poveracci,in quel modo...in quel attimo.
Restai per un pò in dormiveglia,con il cranio che batteva di continuo contro il finestrino...inerme...appoggiato...quasi che il mio cervello volesse saltar fuori in corsa.
Ad un certo punto sentii l'autoparlante annunciare la stazione d'arrivo:<< ..Glascow...prossima fermata Glacsow!>>.
Mi ricomponei immediatamente e cercai di capire ciò che avevano sentito le mie orecchie,avevo davvero sbagliato treno ed ero seccato,ma allo stesso tempo gioivo inquanto quell'imprevisto avrebbe animato un pò di più la mia fuga...dopotutto,se sarei tornato a Gnago,avrei potuto ritrovarmi la polizia alle calcagna,dovevo solo capire in quale direzione avevo viaggiato per tutto quel tempo.
Mi alzai e mi diressi verso le porte,poi notai uno strano tipo pronto alla discesa...
..era un tizio alto e grasso,dai capelli corti e folti basettoni,portava degli occhiali da sole scuri,una camicetta dai mille colori,un paio di bluejeans e ai piedi delle All star nere con le fiamme...insomma,era un eccentrico panzone.
Una volta aperte le porte il tizio scese per primo,iniziò a guardarsi intorno con aria spaesata,dopodichè si voltò e mi chiese:<<...Scusa!...sapresti forse dirmi dove cavolo sono?>>.
Alchè pensai di aver incontrato uno messo peggio di me...:<<...Guarda,ti sembrerà impossibile,ma l'hai chiesto alla persona sbagliata,io questo posto non l'ho mai sentito nominare,sai..vengo dalla campagna io...comunque si chiama Glascow....vedi..stà scritto pure là..>>indicandogli il cartello della fermata,poi precisai:<<...sono salito a Prellynton,volevo andare a Gnagohill,per far visita a mio fratello...>>
E lui interrompendomi mi disse con entusiasmo:<<..Anch'io Brò...anch'io!..devo recarmi in quel posto dimenticato dal signore per far visita a mio zio Burns...lavora lì da anni ormai,ha una falegnameria sulla Hamphton road...hai presente?...non lo vedo da una vita quel vecchio spilorcio e volevo fargli una sorpresa.>>
In quel attimo mi si ghiacciò il sangue,quel tipo oltre a non saper dov'era,non era nemmeno al corrente della morte del signor Burns...ed io non ebbi il coraggio di riferirglielo.
Poi cominciò a insistere :<<...Dai Brò...a questo punto possiamo farci il viaggio insieme,siamo tutti e due nella stessa situazione... dobbiamo entrambi andare a Gnago.>>
Io,per non averci niente a che fare,cercai di andarmene per gli affari miei,ma alla fine cedetti alle lagnose richieste e formammo quindi "il duo degli smarriti".
<<...Beh...io sono Matt,piacere di conoscerti!>>
E il grasso incontro:<<...Piacere tutto mio Brò...io sono David...David Mercury.
Mia madre sarebbe la sorella del signor Burns...io da piccolo ero spesso a Prellynton,venivamo lì nei week end perchè adoravo giocare sui prati...abitando vicino al porto di Dover,tutto quel verde mi dava alla testa!
Noi al massimo,in quella giungla di cemento e container,ci divertivamo ai giardini publici raccogliendo le siringhe in terra e lanciandole adosso ai tossici...sapessi come si infuriavano!>>
Rimasi per un attimo schifato,poi scoppiai a ridere e ci dirigemmo verso il bar della stazione,prima di intraprendere la strada di ritorno volevamo fare uno spuntino.
Una volta entrati ci dirigemmo verso il banco ed io ordinai un hot dog e una birra,David invece tre sandwech,un pollo fritto e cinque croissant alla marmellata...iniziai a capire che nel suo caso non si trattava di una disfunsione ghiandolare,ma d'ingordismo cronico!
Poi ci sedemmo al tavolo e ancora prima di ingoiare il primo boccone notai che David stava intraprendendo l'esplorazione delle sue cavità nasali usando come sonda il dito mignolo della mano destra...un'esplorazione...approfondita e minuziosa...tutto mentre masticava mezzo sandwech alla volta.
Per finire in bellezza,quando gli restò più l'ultimo pezzo del suo croissant,codesto gli cadde in terra,passò un signore e lo schiacciò.
David come se nientefosse raccolse il pezzo di croissant e se lo mise in bocca;ricordo che mi diede il voltastomaco.
Dopo quello spettacolo raccapriciante andammo a guardare il tabellone degli orari,il treno che ci avrebbe portato a Gnago era quello delle quindici e quaranta,quindi,avevamo ancora un paio d'ore per farci un giro.
Uscimmo dalla stazione e cominciammo a gironzolare per le vie del centro,notai subito la diversità della gente...l'influsso londinese rendeva la gente di quella cittadina più antipatica...dopotutto sapevo benissimo che noi scozzesi eravamo molto più.................scozzesi!
Tra un passo e l'altro David iniziò a farmi le solite domande,insomma.......quel genere di domande che uno fà per fare conoscenza:<<...Dimmi un pò Matt,di dove sei tu?...sei di Gnago o lì ci abita solo tuo fratello?>>
Ed io:<<...No,non sono di Gnago...vengo da un paesino più a nord...mio fratello abita lì da un paio d'anni ed io ogni tanto vado a trovarlo.>>
D.<<...Che lavoro fai?...di che cosa ti occupi?>>
M:<<...Beh,momentaneamente sono disoccupato ma prima lavoravo in una fale...ehm...>>
D.<<...Fa cosa?>>
M.<<...in una farmacia,poi ho avuto dei problemi in famiglia e ho dovuto cedere l'attività.>>
D.<<...Che genere di problemi?>>
M.<<...Mia madre è stata male e aveva bisogno di cure,mio padre scomparì quando io ero piccolo e mio fratello andava ancora a scuola,quindi io ero l'unico che poteva prestargli attenzione.>>
Giunti a quel punto non mi chiese più niente.
Proseguimmo per un pò quando ad un tratto vidi una locandina all'esterno di un'edicola,la foto in prima pagina ritraeva le faccie di Henrik...di Dimitri...e di Klaus,non aspettai un secondo di più e comprai una copia del giornale.
Lessi l'articolo due volte prima di capire cosa ci stasse scritto;
-Tre uomini trovati ammazzati a colpi di arma da fuoco dentro un'appartamento a Prellynton.
-Dai primi rilievi della scentifica si è riscontrata la presenza di un'altra persona,rilevati capelli e impronte digitali all'interno del locale.
-Dalla perizia balistica si è risaliti al modello dell'arma e al propietario:la pistola era una Smith & Wesson 357 magnum,arma rubata due anni prima in casa di un signore di Cork,in Irlanda.
-Non si è ancora trovata l'arma del delitto.
-Trovate anche sostanze stupefacenti nell'appartamento,si suppone un regolamento di conti causa debiti.
Non riuscivo a crederci...la scentifica non aveva trovato tracce nè di Albert,nè di Monkye...a quel punto potevano incastrarmi...sempre che non trovassero la pistola con le impronte di Monkye.
Io e David tornammo in stazione ed io iniziai a sentirmi sempre di più stretto in una morsa.
I minuti passarono molto lentamente durante l'attesa...finalmente alle quindici e quaranta arrivò il treno,salimmo e per tutto il viaggio pensai ai guai che avrei passato se mi avessero incolpato di quell'omicidio.....mi ero
cacciato in una brutta storia.
VIII
Arrivammo a Gnago in tarda serata,ero esausto di tutti quei discorsi senza senso che mi fece David e per non disturbare mio fratello decisi di passare una notte in una pensione.
David voleva fare una sorpresa al vecchio zio Burns,ma non potè rendersi conto che sarebbe stato il vecchio zio a "sorprenderlo"...ci salutammo e andai al motel vicino la stazione,convinto di non rivedere più quel quintale di inciviltà.
Entrai dentro,andai alla reception e mi feci dare immediatamente una stanza,l'ambiente era squallido...una strana puzza si estendeva per tutto il locale...non riuscii a capire da dove provenisse quel fetore,ma io non vedevo l'ora di farmi una doccia calda,quindi salii al piano di sopra e mi recai in camera...la camera 19.
Ma le paranoie quella sera mi cullarono fino a chè non riuscii a prendere sonno.
Il mattino seguente mi svegliai un pò più tardi del solito,evidentemente ero esausto per la fuga da Prellynton.
Presi i miei bagagli e mi incamminai verso la mia vecchia dimora,decisi di farmela a piedi perchè nonostante i vecchi ricordi quei posti riuscivano comunque ad incantarmi.
Attraversai i verdi colli facendomi rapire dal profumo dei pascoli inumiditi fra la brezza mattutina,poi in lontananza vidi apparire la casa in cui ero cresciuto,ma più mi avvicinavo e più si definivano i contorni di molte automobili intorno a casa.
Non mi ci volle molto prima di capire che quelle auto erano della polizia...alchè decisi di nascondermi per un pò tra dei vecchi ruderi agricoli e di aspettare che gli agenti si allontanassero da casa...dovevo per forza raccontare tutta la verità a mio fratello Frank.
Mi nascosi tra quei ruderi e incominciai ad osservare la mia vecchia casa....non stolsi lo sguardo nemmeno per un secondo,propio come un cecchino.
Passarono alcune ore prima che i poliziotti se ne andarono e non riuscivo a immaginare quante domande potessero aver fatto a Frank,comunque sia avrebbero potuto immaginare che mi nascondessi nei paraggi,quindi dovevo spiegare velocemente le cose come stavano a mio fratello e poi fuggire di nuovo.
Ormai le autorità pensavano che fossi io il colpevole,ed io mi sentii spacciato.
Mi avvicinai lentamente a casa,col passo e l'attenzione di un gatto...piano piano...guardandomi attorno.
Una volta davanti la porta suonai il campanello e dopo un pò mi aprii una ragazza,(Sarah.)
<<...Ciao,sono Matt...Frank è in casa?>>
E lei con aria spaesata mi rispose:<<...Certo...accomodati..>>,con aria ospitale...forse non capiva di trovarsi davanti al presunto killer...
Entrai e come un demone l'immagine di quella sera mi si presentò davanti propio come quella volta.
Guardai il pavimento e mi sembrò di rivedere quell'enorme chiazza di sangue che ricoprì gran parte del pavimento
...poi spuntò Frank.
Appena mi vide mi scagliò addosso una sedia mentre la ragazza cercò immediatamente di calmarlo...poi riuscii a farmi capire...più o meno...
<<...Frank devi credermi...io non sono un'assasino!...c'erano altri due quella sera,è uno di loro il colpevole devi credermi!...non appena l'altro testimone si recherà dalla polizia a deporre capiranno che non sono stato io!...sino ad allora devo nascondermi,capisci?>>
E Frank:<<...Ascolta Matt,la polizia oltre il delitto di Prellynton crede che tu sia il responsabile dell'incendio alla falegnameria...che hai combinato fratello?!?...In quel rogo è morto il signor Burns!...Ti rendi conto di che diamine hai combinato?...Vatti a costituire fratello,la tua latitanza aggrava la situazione...non lo capisci?>>
Ed io:<<...Ma Frankye..te lo giuro!..Alla falegnameria quel giorno ci andò l'omicida di Prellynton,lo conobbi qui a Gnago...si chiama Monkye,in quel periodo difficile mi confidai con lui...lo sai,eravamo distrutti!>>
F:<<...Bene..sembrerebbe che tu abbia fatto amicizia con un serial killer,non credi che tu possa essere diventato un'altra delle sue vittime?
O semplicemente quel pazzo ti ha usato per coprire le sue misfatte...devi raccontare tutto alla polizia e subito!>>
M:<<...no Frank,hanno le mie impronte e i miei capelli...adesso mi incriminerebbero senz'altro,perchè intanto non glielo dici te?...tanto torneranno a cercarmi,io nel frattempo mi nasconderò finchè non salterà fuori la verità!>>
Mio fratello acconsentì è così come arrivai,me ne andai.
Frankye era disposto a raccontare alla polizia la mia versione,io nel frattempo mi sarei diretto a nord,il più lontano possibile.
Prima di andarmene mi feci prestare un cappello ed un'impermeabile...sembravo uno di quei maniaci esibizionisti,ma mi sarebbe bastato a sembrare diverso dal solito;mi dava un'insignificante sicurezza...sembrava di essermi cammuffato adeguatamente.
Andai alla fermata del bus più vicina e con ansia mi misi ad aspettare.
Cominciai ad osservare un ciuffo d'erba che stava al bordo della strada....oscillava a causa del vento ed io rimasi ad osservare la sua continua "deformazione plasmatica Eolica",quando ad un certo punto mi girai d'istinto e vidi in lontananza una grossa e malsana sagoma...quella di David.
Fui preso dal panico...perchè si stava avvicinando propio a me?
Non riuscivo a crederci,sicuramente aveva scoperto la morte dello zio...e il principale indiziato era Matthew Ghouseby...il sottoscritto.
Una volta a pochi passi da me alzò lo sguardo e mi guardò negli occhi con aria smarrita ed io avvertii una scossa che partì dall'osso sacro per andare ad infrangersi contro la nuca;per un attimo pensai che avesse capito tutto e che mi volesse ammazzare.
Ma invece il povero David mi riconobbe e si fermò a raccontarmi l'accaduto,mi disse che arrivò alla falegnameria e che non c'era piu niente...chiese a un signore che abitava lì vicino cosa fosse accaduto,e questo gli raccontò che era scoppiato un'incendio e che il vecchio Burns morì carbonizzato all'interno dell'edificio.
...Nient'altro...evidentemente le indagini della polizia non erano ancora state rese pubbliche.
Poi mi chiese:<<...Ed ora Matt...dove sei diretto?>>
Ed io precipitandomi con lo sguardo sul tabellino degli orari gli diedi come risposta il nome della città dove faceva capolinea il bus...Edhinburg.
Allora David mi chiese:<<...Senti,che ne dici se ti accompagno fin lassù?..Dopotutto abbiamo già viaggiato insieme!...Poi ti prometto che ti lascio andare per la tua strada,tanto ormai ho fatto il viaggio a vuoto e non intendo nè tornare a casa,nè restare in questo posto...>>
<<Beh...per me và bene...ma poi ci dobbiamo lasciare,io devo tornare al lavoro!>>
David mi fece un cenno di consenso,quindi ci mettemmo ad aspettare il pullman insieme.
Lì iniziò una situazione imbarazzante...tre ore e mezza d'angoscia...un viaggio che non dimenticherò mai.
Mi fece mille domande,mi avrebbe domandato persino che paio di calzini stassi portando in quell'istante.
Poi iniziò a parlare dell'accaduto alla falegnameria del signor Burns ed io mi trovai in imbarazzo....cercai di distrarre David e di parlare di tutt'altro...quindi iniziammo a parlare di soccer e funzionò,avrei dovuto resistere per tutto il viaggio,ma una volta arrivato a destinazione mi sarei sbarazzato di lui.
IX
Arrivammo a Edinburgh che già iniziava ad essere buio,il tempo era uggioso ma quella città sapeva fare comunque la sua figura.
Non esitai a fare i miei saluti a David,ringraziandolo per la compagnia,dopodichè mi diressi verso la Washington avenue con l'aria di uno che stasse per tornare a casa.
Non appena attraversai un paio di isolati mi ritrovai dinanzi ad una friggitoria,ero affamato e quindi decisi di entrare e di avvelenare il mio fegato con il "piatto della casa".
Entrai,mi guardai un pò attorno e poi mi sedetti,ordinai mezzo pollo fritto e una coca,poi i pensieri cominciarono ad ossesionarmi quanto quell'odore nauseante che arrivava dalla cucina.
Quella friggitoria sembrava propio una delle peggiori che avevo mai visto fino a quel momento,c'era una patina oleosa e maleodorante che ricopriva tutto il locale e il pavimento sembrava l'avessero appena lustrato con la cera...ma non era così,era semplicemente unto.
Ma comunque restai seduto a quel tavolo...e pensavo...mi logoravo...
..Ero andato via da Gnagohill per crearmi un'altra vita e invece mi ritrovai latitante e senza un soldo...i risparmi stavano finendo.
La polizia non avrebbe mai creduto a mio fratello finchè qualche misera prova non sarebbe saltata fuori,se solo Albert fosse andato a raccontare tutto alla polizia...ma purtroppo non sapevo nemmeno se quel malato di mente fosse ancora vivo.
L'unica cosa che potevo fare era aspettare nascosto...
Finii di consumare il quel piatto"prelibato"che mi servirono e poi andai alla cassa per pagare,quando fuori dalla porta vidi un signore di mia conoscenza...David.
Uscii fuori e non appena mi riconobbe esultò:<<...Hei Brò!...è un piacere rivederti!...che fai?...vieni a farti una birra con me?...dopotutto non conosco questa città,e tu potresti portarmi in qualche posto carino...no?>>
E quasi lasciandomi svenire acettai la proposta:<<...Ok David...ma non ti aspettare niente di particolare,apparte qualche birra non ti garantisco nient'altro!>>
Quindi cominciai a passeggiare sperando di incontrare un locale il più vicino possibile.
Imboccammo una vietta scura che sembrava ci potesse condurre ad una delle vie principali quando alle spalle sentii una voce sussurrare:<<...Matt.........dove credi di andare?>>
E che crepi la regina se non dico la verità..era Monkye!
Per un attimo mi paralizzai mentre David mi guardò senza capire,poi dissi a David:<<...quello é un'assasino!..dobbiamo catturarlo,aiutami coraggio!>>
Ma non appena provai ad avventarmici contro,Monkye puntò una pistola contro David,la stessa che aveva a Prellynton...la maledetta 357 magnum di Cork.
<<...Bene bene Matt...vedo che hai fatto nuove amicizie durante la mia assenza...Dove credevi di andare dopo il nostro soggiorno a Prellynton?...Hai letto i giornali?...ormai ci sei anche tu in mezzo a questa storia,anzi,ricorda che tu sei il principale indiziato e solo io e Albert possiamo scagionarti!>>
L'unica cosa che mi rese per un attimo felice era sapere che Albert era ancora vivo,ma poteva essere ostaggio di quel criminale visto che non era ancora stato dalla polizia.
Poi Monkye si avvicinò a David e lo fissò dritto negli occhi:<<..e tu dimmi"Omone"...non credi che sia giunto il momento di lasciarci soli?...o vuoi che ti faccia un buco in testa?...Vattene!!!>>
E così David scappò via terrorizzato ed io cominciai a sentirmi finito,Monkye non voleva separarsi da me ed io mi trovai in balia di un pazzo criminale.
Poi Monkye mi disse:<<...Ed ora vedi di seguirmi e non fiatare,se provi a scapparmi giuro su mia madre che ti sparo alle ginocchia!>>
Così,mi dichiarai suo prigioniero e rassegnato cominciai a seguirlo senza sapere che intenzioni avesse.
Gli camminai accanto per tutto il tragitto,ero disperato...ostaggio di un pazzo criminale che mi stava seguendo per tutta la Scozia.
Poi dopo una mezz'oretta di cammino ci trovammo davanti ad una casa...sembrava abbandonata.
Monkye mi fece salire per primo,poi tirò fuori la pistola e me la puntò contro,mi disse di aprire la porta e quindi,mi trovai davanti Albert,e rivolgendosi a Monkye gli disse:<<..Ciao fratellone!>>,poi si voltò verso di me e mi disse:<<...Salve buon'uomo,saprebbe dirmi come mai l'olio di oliva a due gradi sopra lo zero pesa di più dell'acqua quando a una temperatura di quindici gradi s'invertono i ruoli?...in un bicchier d'acqua l'olio galleggia no?>>
E a quel punto cominciai a capire come mai quello scervellato non era ancora stato dalla polizia..
<<...non mi credi?...prova con un litro d'olio...potrebbe cambiare da litro a millilitro?>>
Non riuscivo a crederci,ero segregato in una casa con due fratelli pazzi...forse potevo cercare di avvisare io la polizia,ma se avessi fatto un passo falso Monkye mi avrebbe ucciso.
Ad un certo punto l'omicida impugnò la pistola per la sua canna corta,mi fissò per un attimo e dopodichè mi diede una botta in testa ed io persi i sensi e caddi a terra.
Quando mi risvegliai vidi per primo Albert che era legato a una sedia imbavagliato,poi girai lo sguardo e mettendo a fuoco con difficoltà vidi due ragazze legate tra loro,nude.
Monkye le aveva legate all'appendi abiti e i loro sguardi erano iniettati di terrore.
Io ancora con la testa che mi faceva male cercai di muovermi,ma non ce la feci...qualcosa mi immobilizzava.
Poi sentii tirare un grido a squarciagola:<<..AAAArghhh!...Prostitute!...Parte integrante della feccia mondana!...loro e quei perdenti dei loro clienti!!!...Tutta feccia!...Vendere il propio corpo quando è l'unica cosa che gli rimane...sono solo materia!!!...Guarda Matt!...Guarda ora come trasmuto lurida materia in preziosa poltiglia!>>
Monkye aprii lo sportello di un vecchio pensile,e quasi incredulo lo vidi estrarre un cannello e uno di quei taglia roast beef elettrici.
Non potevo crederci....che intenzioni aveva quel mostro?
Con un ghigno malefico accese la fiamma e con profonda disumanità cominciò a solcare i pallidi corpi di quelle giovani prostitute,fù uno spettacolo agghiacciante,le urla di quelle ragazze sembrava riuscissero a strappare il bavaglio e i loro volti si deformarono dal dolore.
Per concludere in bellezza accese l'arnese elettrico e tagliò molto lentamente le due ragazze,dalla zona pubica sino all'addome...il sangue sgorgò a fiumi mentre le interiora delle ragazze caddero atterra.
...Io cominciai a vomitare.
Monkye si mise a ridere a squarciagola mentre Albert stringeva forte gli occhi per non assistere alla scena,poi il mostro andò in un altra stanza,quando tornò mi diede dei vestiti puliti e una saponetta,poi mi disse:..Ora vai a darti una pulita tesoro,che stasera andiamo a fare un giro!>>
Mi fece alzare e mi indicò la porta del bagno,io entrai e mi chiusi dentro.
L'igiene di quel bagno era paragonabile alla fogna più sporca di Calcutta e quasi stavo di nuovo per rimettere.
Aprii il rubinetto del lavandino e subito l'acqua che uscii era color ruggine,poi mentre stavo facendo scorrere l'acqua notai una piccola finestrella dietro la tenda della doccia.
Mi diedi una sciacquata e mi cambiai i vestiti,nel frattempo cominciai a sentire le grida di Albert...Monkye doveva avergli tolto il bavaglio...non esitai un'attimo,lasciai il rubinetto aperto e come una piccola contorsionista tibetana riuscii ad infilarmi dentro il piccolo varco,lasciandomi precipitare sul tetto di un'automobile.
Cominciai a correre a più non posso,finchè non trovai una cabina telefonica...entrai dentro,infilai delle monete e composi il numero della polizia,mi rispose il centralino,cercai quindi di spiegare grossomodo dove fosse consumata la carneficina..dopodichè riagganciai e mi diressi verso la stazione ferroviaria di Edhinburg.
Il cuore mi batteva talmente forte che mi sembrò stasse per scoppiare,quasi non ci credevo di essere perseguitato da due malati di mente.
Dovevo allontanarmi da lì per non rischiare,sperando che la polizia catturasse quel mostro...il giorno dopo avrei avuto le notizie che volevo da ogni quotidiano...in ogni edicola.
Raggiunsi la stazione e notai una pattuglia che controllava la zona,mi spaventai,ma dovevo assolutamente andarmene.
Entrai in stazione e mi diressi verso la biglietteria, mentre ero in coda notai un'opuscolo che publicizzava un paese come il più esposto a nord della Scozia...Egnovisan River.
Bastò notare quella publicità per decidere la destinazione,non mi restava che rifugiarmi all'estremità del paese...
Arrivò il mio turno e feci il biglietto,andai sul binario e mi accesi una sigaretta,poi finalmente arrivò il treno...salii in carrozza e per l'ennesima volta stavo lasciandomi alle spalle sempre e solo morte.
X
Egnovisan river...un gran bel posto.
E' situato vicino alla costa e in prossimità di un'antico insediamento druidico.
Una bella cittadina direi,la gente che la abita è mite come il suo clima ma posso anche dire che forse è la gente più ospitale della Scozia.
Nella città vecchia c'è una cattedrale costruita nel XIV secolo...se cattedrale si può definire.
C'è una antica leggenda in paese;..si narra di un vecchio che dopo aver rubato le offerte in una notte di dicembre,si pentì e il giorno seguente tornò dal parroco per restituire la refurtiva.
Il parroco perdonò il vecchio signore e questo,tempo dopo andò via dal paese dicendo a un suo coetaneo di andare a morire sotto le alpi...caduto a occidente sarebbe risorto in oriente.
C'è chi dice che il vecchio sia impazzito,c'è chi dice invece che un antico dio pagano gli avesse rivelato la strada per la nuova vita...leggenda folkloristica,ma comunque rivela l'affetto dei suoi abitanti con la tradizione nativa.
In centro c'è anche l'antica osteria di Boe..niente di signorile ma il suo calore e i suoi piatti fanno sembrare al cliente di soggiornare in paradiso.
Quando arrivai qui ero spaesato...ero impaurito...........
Fuggii da Edinburgh prendendo il primo treno e nonostante la tensione riuscii a dormire un pò.
Poi finalmente quando mi svegliai ero quasi arrivato a Egnovisan,mi alzai e barcollando mi avvicinai alle porte,mancava ancora qualche minuto ma intanto cominciai a sgranchirmi le gambe.
Ricordo che mi persi ad osservare il paesaggio,non lo nego...mi innamorai di quel posto immediatamente.
Attorno la cittadina un verde smeraldo foderava le campagne circostanti,il forte vento plasmava i tronchi degli alberi,e in lontananza vidi per la prima volta il porticciolo di Egnovisan coi suoi peschereggi....una cittadina tranquilla...sino ad allora.
Arrivai in stazione e passai la notte nella sala d'attesa insieme a due clochard ubriachi.
Uno dormiva in terra infilato dentro uno scatolone,l'altro invece era avvolto da una sporca coperta e brandiva in mano una bottiglia avvolta in un sacchetto di carta,e ognitanto...sorseggiava cautamente quel liquido preziosissimo.
Il mattino seguente andai a fare colazione al buffet della stazione,entrai e mi diedi un'occhiata attorno,la gente era ammassata davanti la cassa ed io pazientamente mi misi in coda.
La gente iniziò ad osservarmi...forse l'odore che emanavo non era di loro gradimento.
Poi finalmente venne il mio turno e ordinai un bel thè,e della pancetta affumicata con uova.
Una volta aver riempito lo stomaco andai a cercare un'edicola.
La trovai dopo aver fatto poca strada,guardai le copertine dei giornali e lessi su tutte le prime pagine il titolo"STRAGE DI EDINBURGH"...ne presi uno a caso e dopo aver pagato aprii subito il giornale:
-"Giovani prostitute seviziate e sviscerate in una casa della periferia"
-"Telefonata anonima alla polizia"
-"Trovati all'interno del bagno abiti sporchi del presunto autore della strage"
-"Il mostro di Edinburgh potrebbe essere un serial killer ricercato in tutta la nazione"
-"La polizia fornirà i cittadini l'identikit di Matthew Ghouseby,alto circa un metro e ottanta,occhi verdi,capelli rossi,di robusta costituzione....considerato il presunto mostro di Edinburgh"
In quel momento capii di essere alle strette...
I risparmi erano quasi esuriti e a giorni sarebbero state distribuite le mie foto su tutto il suolo nazionale...non potevo nemmeno cercarmi un lavoro.
Allora cominciai a girare per le vie di quella cittadina senza destinazione...dovevo trovare un modo di cancellare la mia identità,ma non era facile.
Poi improvvisamente annusando il tremendo odore che emanavo,fui illuminato dalla mia sporcizia...potevo aggregarmi ai clochard della stazione!
Mi sarei fatto crescere la barba e i capelli,e avrei potuto anche chiedere l'elemosina conciato in quel modo!
L'unica cosa da fare era cercare un posto dove nascondermi le prime settimane,e poi avrei dovuto fare scorta di provviste...quindi decisi di spendere i miei ultimi averi.
Andai in un store vicino al molo,e riempii il carrello di cibo in scatola,fette biscottate e latte.
Poi presi una tenda da quattro soldi,una canadese apparentemente biodegradabile,e una volta raggiunto la cassa,sfruttai l'esperienza da centometrista fatta con Dimitri...
...mi misi a correre col carrello allontanandomi velocemente,e a differenza della volta scorsa non incontrai alcuna volante della polizia.
M'incamminai verso la campagna,mi sarei nascosto da qualche parte lontano dal paese,finchè la barba non avesse coperto il mio volto.
Camminai per almeno un'oretta quando vidi un segnale stradale indicare un'antico insediamento druidico,alla mia destra in lontananza vidi dei monoliti erigersi verso il cielo,e piu a monte delle transenne...la curiosità ovviamente mi portò in quella direzione.
Una volta raggiunta l'area transennata notai degli scavi,evidentemente gli universitari stavano svolgendo delle ricerche su quel sito.
Decisi di trovarmi un riparo in mezzo a delle rocce situate vicino ai monoliti,lì avrei montato la tenda e mi sarei nascosto finchè le mie sembianze non sarebbero cambiate.
Il posto era tranquillo,e la stagione non era quella adatta ai turisti.
Ricordo che i primi giorni mi sentivo una specie di Robinson Crusoe,durante le belle giornate girai tutti quei luoghi per lungo e per largo,mentre nelle giornate di pioggia restai nella tenda con la speranza di non dover abbandonare la scialuppa.
Non avevo alcuna notizia sullo svolgimento delle indagini,ma momentaneamente l'unica cosa che m'importava era la crescita della barba,e dei capelli.
Mi nutrii di fagioli,tonno,mais,quando desideravo fare uno snack avevo a disposizione del latte,e delle fette biscottate.
Avevo con me anche delle sigarette,ma quelle dovevo consumarle saltuariamente.
Per tutto il periodo che rimasi nascosto fui logorato dai pensieri.....i miei genitori...mio fratello..la polizia...non sapevo come sarei uscito da quella situazione....sarei dovuto andare a costituirmi?....No..per il momento non mi sembrava il caso..
Poi un bel giorno,mentre facevo colazione,mi accorsi che le provviste stavano per finire,e a parte il mio odore,la barba era abbastanza incolta per passare da clochard...dunque smontai la tenda venerandola,e mi diressi verso Egnovisan River....passai lassù circa tre settimane...
Ero ansioso di avere notizie,speravo che fosse uscita qualche prova che potesse aver incastrato Monkye,ma quando riuscii a leggere un giornale,non trovai alcun articolo a riguardo...sembrava si fossero dimenticati del mostro di Edinburgh.
Girai per le strade di Egnovisan indisturbato,quando appeso ad un albero vidi un volantino che ritraeva il mio volto...era il mio identikit.
...Stava appeso ad un albero al bordo della strada,bagnato e stropicciato...il tempo aveva segnato anche quel foglio.
Andai nei pressi della stazione e umilmente mi sedetti atterra,presi un bicchiere di carta trovato in un cestino e lo misi dinanzi a me,e piano piano,passante dopo passante vidi il bicchiere riempirsi rapidamente.
Non avrei mai immaginato che fosse così"reditizzio"fare il clochard...certo...non mi sarei mai potuto permettere una dimora,ma comunque da quello che stavo vedendo nicotina e cenetta quotidiana era cosa garantita!
Così continuai a starmene umilmente seduto a terra,col mio bicchierino delle offerte...poi vidi arrivare un postino con la sua bicicletta...si fermò e l'appoggiò al muro.
Nel mentre imbucava delle lettere in una cassetta arrivò un cane,e gli pisciò sulla ruota anteriore.
Il postino lo vide e gli diede un calcio nel sedere,il cane inconsapevole di cosa avesse fatto guardò il postino abbassando la testa e se ne andò.
Poi di fronte a me notai un bar e un fioraio.
Il bar aveva i tavolini di fuori,e a servire c'era una bellissima donna bruna....era bella certo,ma si dava un sacco di arie.
Nemmeno dopo tre ore avevo già fatto i soldi per un pacchetto di sigarette,e al giungere della sera avevo i soldi per permettermi un piatto caldo.
Ad un certo punto,il fioraio che avevo di fronte venne verso di mè,e mi mandò via malmenandomi con una scopa...quel figlio di una brava donna!
Beh....qualche sterlina la recuperai,quindi decisi di andare a mangiare.
Fù quella sera che conobbi l'osteria di"Boe",mi aggiravo per i borghi cittadini in cerca di un posto modesto per una persona modesta qual'ero,e grazie alla sorte fui accontentato..
Vidi l'insegna"da Boe",e quasi con la bava alla bocca m'azzardai a dare una sbirciata dentro,il posto sembrava alla buona e quindi decisi di entrare.
L'interno era caloroso,uno stile rustico moltiplicato per la bontà del vino dava logicamente come risultato pancia piena e guance rosse!
La taverna era molto antica,c'erano ancora dei tavoli forse secolari,interamente"crivellate"dalle termiti,al soffitto erano appese vecchie reti da pesca e il locale era illuminato da vecchie lampade a olio.
..Il "vecchio Boe" mi fece accomodare in un tavolino vicino alla stufa,e in tempo zero mi portò una zuppa di pesce e un fiasco di vino.
Ero quasi commosso,dopotutto erano passate quasi sei settimane dall'ultimo pasto caldo,e quella zuppa era talmente calda che mi sembrò di tornare nel grembo materno.
Mi feci portare anche un pò di peperoncino....per dare il tocco di classe.
Quando finii la cena Boe mi portò un bicchiere di barbour,e dopo averlo tirato giù tutto in un sorso,mi alzai e andai alla cassa,e quindi pagai,ringraziai,e uscii fuori.
L'aria fredda pungeva il mio volto,dunque decisi di andare a dormire nella sala d'attesa della stazione...con gli altri clochard.
XI
Passai la notte coi miei colleghi,e quella sera ci presentammo...
...Arrivai in sala d'attesa che ero quasi congelato,le mani e i piedi mi formicolavano,purtroppo non avevo niente per combattere il primo gelo.
Aprii il giornale e sistemando i fogli per terra con molta cautela...ogni foglio per metà sovrapposto a quello precedente,cercando di creare uno strato"soffice"...così mi creai il posto per la notte.
Mi sedetti,portai le mani vicino alla bocca e iniziai a scaldarmele col fiato...dosandolo lentamente..in maniera che fosse più efficace.
Poi dalle vetrate vidi arrivare due personaggi ghe chiaccheravano tra loro,e notai che uno di questi si portava a presso un carrello uguale a quello che rubai...evidentemente quello store dev'esser stato il principale fornitore della zona.
Una volta entrati il tizio col carrello parcheggiò il suo camper all'interno,mentre l'altro cominciò a scrutarmi con aria dubbiosa,poi borbottò:<<..Non sarai mica quel forestiero che ha rubato il wiskhy al vecchio Jonh,non è vero?...ascolta amico,qui nessuno ruba niente a nessuno mi hai capito?...al massimo chiedi...noi siamo gente per bene,mica Inglesi!>>
Ed io cercai subito di chiarire le cose:<<...No no amico,io sono qui da poco ma non ho rubato propio niente...davvero!>>
Il tizio mi disse:<<...Beh!...allora è un piacere conoscerti,io sono George e il mio socio è sua maestà Silvio II di Babilvia!>>
Quindi l'altro personaggio mi fece un'inchino,poi indicando il carrello ribadì:<<...E questo è il mio destriero...compagno di vita quanto il mio fedele servitore George,che presto farò vassallo!>>
Capii immediatamente che il compagno di quell'uomo ospitale avesse dei seri problemi mentali,evidentemente quel poveraccio si era creato un suo regno immaginario,visto che quello reale era un pò peggiore.
Poi George dopo avermi fatto i raggi tirò fuori dalle tasche un paio di guanti di lana e un paraorecchie:<<...Prendi..a me non servono,li ho avuti stamane da quelli del volontariato...vuoi anche una coperta?>>
Ed io incredulo accettai,e gli chiesi:<<...Ma tu c'e l'hai una per te?>>
E George:<<...No,è quella la mia...ma intanto io dormo insieme a sua maestà,devo vegliare su di lui in cambio di un pò di Barbour...dice che qualcuno vuole tirarlo giù dal trono!>>
Forse qualunque medico che avesse avuto modo di visitarlo pensai,ma comunque la solidarietà di quella povera gente mi lasciò d'incanto.
Nel mio paese d'origine alla terza cosa che chiedi al vicino di casa,questo si secca e comincia a pensare che sei un rompipalle!
Mentre loro,pur non avendo il minimo indispensabile per vivere,erano disposti a dividere tutto con i propi simili...ovviamente tra clochard.
George prese la coperta e mi coprì,quasi con istinto paterno...dopotutto dovevo essere il clochard più giovane di tutta Egnovisan.
Poi lo strano duo si mise a terra a riposare,sembravano una coppia di fidanzatini,ma il legame che li teneva insieme non era amore,ma amicizia.
Non mi chiesero niente sul mio passato,nè io mi azzardai a far domande sul loro,magari poteva essere un'usanza,o magari più semplicemente avevano cancellato i ricordi......dei brutti ricordi.
Quella notte dormii discretamente,tanto l'umidità stava colonizzando la mia schiena da quando ero arrivato in paese,e sapevo che mi ci dovevo abituare.....(più avanti affinai la tecnica col nylon trovato nell'immondizia.)
Il giorno seguente accadde una cosa strana...
Mi svegliai e tirai sù la mia roba,il rè e il suo servitore se ne erano già andati ed io cominciai ad avvicinarmi al"posto di lavoro".
Mentre camminavo mi accorsi di essere seguito...o almeno,ne avevo l'impressione.
Ogni tanto a intervalli regolari mi fermavo facendo finta di curiosare,e ogni volta che mi voltavo avevo uno strano individuo che teneva sempre una certa distanza da me,quindi ad un certo punto mi seccai e decisi di sedermi su una panchina ai bordi della strada.
Mi voltai e lo strano individuo s'arrestò...e cominciò ad osservarmi.
Io iniziai a pensare che poteva essere un'agente in borghese...credevo di essere stato scoperto,e più mi guardavo intorno più notai persone sospette.
Allora decisi di fare la prova del nove...mi ficcai in un vicoletto,non appena aver girato l'angolo cominciai ad
aumentare la velocità del passo progressivamente e graduatamente,per trovarmi poi a correre come un fossennato!
Corsi almeno per cinque minuti senza voltarmi,poi quando il cuore non resse più allo sforzo,mi fermai a prendere fiato.
Mi voltai subito e mi sembrò di essere riuscito a seminare quel tizio,ma appena mi rigirai lo vidi dall'altra parte,sempre alla stessa distanza...quello strano tipo...immobile...impassibile.
Io non riuscivo a capire...all'improvviso passò un'autobus e mi gettai in mezzo alla strada facendo segno di fermarsi,e miracolosamente il bus si fermò e l'autista mi aprii le porte e così salii al volo.
Seminai definitivamente l'uomo che mi stava pedinando...speravo soltanto che non fosse stato un poliziotto...o ancora peggio Monkye...ma era impossibile.
Scesi al capolinea e decisi di andare a chiedere l'elemosina in una via lì vicino,la S.Grant street.
Mentre ero seduto in terra vidi arrivare due poliziotti a piedi,per un attimo credetti che mi stassero cercando per il paese,ma una volta che si avvicinarono mi ricredetti... uno di loro senza nemmeno guardarmi in faccia mi tirò una monetina...lo fece in modo sgarbato...ma insolito per un poliziotto.
Poi come li vidi arrivare,li vidi sparire tra i passanti,e capii che non mi stavano cercando...la mia era legittima paranoia.
Quando tirai sù un pò di soldi,mi alzai e mi diressi verso l'osteria di Boe,ormai contavo di mangiare lì tutte le sere,tanto quel poveraccio non chiudeva mai in settimana.
Boe era un uomo solo e la clientela era la sua famiglia...c'erano i clienti abituali che ogni sera,dopo aver cenato,si mettevano a giocarsi quattro spiccioli a poker,passando un pò di tempo insieme,trovandosi poi a fine serata belli sbronzi....in mezzo a un mucchio di bottiglie vuote.
Io non mi aggregai mai a loro,tanto ero uno sporco clochard e avrei puzzato troppo per stare in loro compagnia.
Boe mi aveva riservato un tavolo distante dagli altri,qualche cliente si poteva lamentare....puzzolente com'ero.
Ma a me non mi toccò alquanto,anzi,ero già soddisfatto di avere l'opportunità di mangiare un piatto caldo...e poi nessuno lì dentro mi ha mai mancato di rispetto.
Dopo la cena mi avvicinai alla stazione,e quella sera me la ricorderò per sempre.
...Entrai nella sala d'attesa e rincontrai George e SilvioII,li salutai,mi preparai"il letto"e mi sdraiai in terra.
I due amiconi non parlavano mai tra loro,o almeno...in mia presenza.
Ed io non mi azzardai mai a rivolgergli la parola,avevo paura di interrompere quel silenzio mistico...infine dopo poco tempo ci addormentammo tutti e tre.
All'improvviso,in tarda notte,sentii infrangersi una vetrata,e poi delle urla...che provenivano da fuori.
Entrarono nelle sala dei miei coetanei,tutti con le teste rasate,brandivano in mano oggetti contundenti quali spranghe di ferro e mazze da baseball,ai piedi portavano gli anfibi e indossavano tutti dei bomber con spille raffiguranti bandiere scozzesi e teschi,e indossavano dei classici kilt.
Per un attimo mi sembrarono degli Highlander nazisti,ma quando incominciarono a picchiarci mi sembrarono più che altro dei campioni di golf.
Io mi rannichiai per cercare di coprirmi il viso,ma poi dovetti contare le poche costole che mi erano rimaste...inclinate.
Non sò per quanto sia durato il pestaggio,ogni secondo era come un minuto...e noi prendemmo più colpi dei secondi che ha un minuto.
Quando finirono di pestarci ci urinarono addosso,inneggiando alla razza nordica,e se ne andarono con un"Heil Hitler!"
Poi come se non bastasse sentii di nuovo un vetro infrangersi e una bottiglia incendiaria venne lanciata dentro la sala d'attesa....in un attimo un rogo divampò espandendosi per tutta la sala.
Cercai di alzarmi ma ero tutto dolorante,quindi cominciai a strisciare,vidi gli altri due che erano privi di sensi,i volti erano sanguinanti e tumefatti...non riuscivo a credere cosa avessero potuto fare quei bastardi!
Cercai di farli rinvenire ma non c'era verso,quindi decisi di trascinarli fuori uno alla volta.
Presi prima George ghe era il più leggero,e con un incredibile sforzo riuscii a trascinarlo fuori,ma purtroppo quegli sciacalli erano rimasti fuori a godersi lo spettacolo,e sentii uno di loro che mi gridò:<<..Tu!...Sporco barbone!...Te e quelli come te siete la vergogna dei nostri simili!...della nostra società siete l'handicap!...A morte!...A morte!!!>>
Dopodichè ripartirono tutti insieme e ci diedero la seconda lezione...quella finale.
A me spaccarono il naso,gli zigomi e la mandibola coi loro calci,e quando finirono,non riuscii più ad alzarmi.
Non persi conoscenza..ma semplicemente non riuscivo a muovermi.
Così da terra li vidi tirare altre due Molotov all'interno della sala d'attesa,poi se ne andarono.
....E subendo infamia il rè cadde dal trono...e quella sera morì carbonizzato.
Io e George restammo a terra finchè le prime genti non arrivarono in stazione la mattina seguente.
Ci trovarono alle prime luci del mattino un gruppetto di liceali,che tempestivamente chiamarono dei soccorsi.
Arrivarono dei poliziotti e subito dopo due ambulanze col personale sanitario e ci caricarono sulle barelle...mentre mi portarono sull'ambulanza mi voltai a guardare dentro la sala d'attesa...vidi un lenzuolo che copriva il corpo del rè,ed io a quel punto persi i sensi....in lacrime.
XII
Sò che mi operarono al volto ma non mi ricordo nient'altro,ricordo solo che mi risvegliai in una camera d'ospedale,ero da solo e mi sembrò di essermi svegliato da un coma...ma invece era l'effetto dell'anestesia e dei sedativi.
Ad un certo punto vidi aprirsi la porta ed entrò un'infermiera.
Era brutta e grassa....speravo di meglio...mi cambiò la flebo e poi mi disse:<<...Signor Ghouseby,ci sarebbero dei signori qua fuori che appena gli riferirò che si è svegliato,le vorranno fare delle domande.>>
La paranoia mi saltò in braccio appena sentii chiamarmi per nome.
Come diavolo poteva conoscere il mio cognome?...e chi erano quelli fuori?
.....E la mia barba???.....dov'era finita???...Mi avevano scoperto?..
..Cercai di alzarmi,ma le fasce che avevo al torace,insieme al dolore che provavo alle costole mi impedirono di farlo.
Poi tornò l'infermiera per scrivere sulla mia cartella,lasciò la porta aperta ed intravidi delle persone conosciute.....David,mio fratello Frank e quella ragazza che mi aprii la porta a Gnagohill....(Sarah).
L'infermiera uscì subito e nel frattempo entrò mio fratello,chiuse la porta e mi guardò pietosamente,poi mi disse:<<...Matt..ma che ti hanno fatto?...Beh,la gente crede che sia poco....ora la polizia entrerà e ti farà delle domande....appena starai meglio sarai trasferito all'istituto sanitario circondariale di Stanford..>>
Ed io:<<..nel manicomio criminale!?!...ma io sono innocente!>>
Mio fratello:<<..guarda che il tipo a cui hai puntato la pistola in fronte è qua fuori,tu gli hai raccontato tutto,e lui ti seguiva da Gnago propio per incastrarti....hai confessato e poi l'hai mandato dalla polizia.
E lui ora è qui per dare la conferma alle autorità.>>
M:<<..Ma è un'impostore!...vuole vendicare la morte di Burns ma io non c'entro niente con il rogo!...diglielo!!!>>
F:<<...lo dirai ai poliziotti,non preoccuparti fratello...ti starò vicino.>>
Poi Frank,quasi con le lacrime agli occhi,uscì fuori dalla stanza.
Capii che per me non c'era più niente da fare,ma avevo la perfetta consapevolezza che ero innocente quindi con uno sforzo disumano mi alzai dal letto e guardai fuori dalla finestra.
Ero al terzo piano dell'edificio e solo a guardare sotto mi veniva la pelle d'oca,più a sinistra scendeva la gronda dell'acqua e un pezzo di cornicione forse mi avrebbe permesso di raggiungere la via di fuga.
Non esitai... aprii la finestra,passai all'esterno e raggiunsi la gronda.
Non sò come riuscii in quelle condizioni,ma non mollai mai la presa...forse la paura...fà fare questo ed altro.
Arrivai in fondo dopo aver attirato l'attenzione dei passanti,sembrava avessero visto spider man,poi mi avvicinai a un'auto e minacciai un vecchio signore facendolo scendere dalla vettura;una vecchia Ford....grigio metallizzato.
Una volta a bordo partii a tutto gas allontanandomi dalla zona.
Ero disperato!...Quel cavolo di David volle vendicarsi,sicuramente gli avevano fatto il mio nome,ed io...mi ero presentato a Glascow.
Se mi avessero catturato sarei stato rinchiuso al manicomio criminale,sarei passato come il mostro di Edinburgh,oppure come l'omicida di Prellynton....ero davvero nei guai.
Abbandonai l'automobile e andai da Boe,loro ancora non sapevano niente,e una volta lì dentro mi feci aiutare da quei poveri alcolizzati.
Quando entrai c'erano i soliti quattro che giocavano a carte con Boe,ma quando mi guardarono in faccia si spaventarono,e mi chiesero cosa mi fosse successo.
Mi vestirono ed io gli raccontai cosa fosse successo alla stazione,i segni che avevo in faccia testimoniavano l'accaduto...
Poi Boe mi diede un tavolo e io mi sedetti,mi portò la solita zuppa di pesce e cominciai a mangiare,ad un certo punto notai due persone a me conosciute,sedute a un tavolo un pò più in là dal mio...c'erano Monkye e Albert!
Mi guardavano,poi si alzarono e si sedettero al tavolo con me,Monkye diede un colpo di tosse e poi cominciò il suo monologo:<<...Allora Matt,come te la passi?..sai,l'altra sera c'eravamo anche noi alla stazione,ma non ho potuto resistere e allora ci siamo goduti lo spettacolo...calcola che di come la pensa Albert a me non me ne frega niente.>>
Poi si guardò un pò attorno e continuò sotto voce:<<...sai cosa credo che tu debba fare?...inanzitutto cercare quelli che ti hanno ridotto così,poi sparargli alle gambe...e lasciarli a terra propio come ti ci hanno lasciato a te.>>
E confesso che l'idea per un attimo mi andò a genio,ma poi mi venne in mente un piano molto più astuto.
...Una volta avuto la pistola tra le mani avrei catturato Monkye e l'avrei consegnato alla polizia..quindi accettai:<<..Ok..ok,dammi una pistola e farò quel che mi hai detto...>>
E Monkye:<<..Ma per chi mi hai preso?..io ti accompagnerò,e una volta localizzata la banda io ti darò la pistola e tu gli darai una lezione!...adesso però io e Albert andiamo a prendere"l'attrezzo"...sai,non giro mai armato...Ah ah ah aha!>>
Mentre se ne andarono Albert mi lanciò un'occhiata disperata,io finii la cena e uscii fuori dall'osteria ringraziando Boe.
Una volta all'esterno non sapevo dove andare,vidi Albert apoggiato al lampione e andai da lui:<<...E allora?...dov'è Monkye?>>
E Albert mi rispose:<<...Sir,è propio sicuro di quello che sta per fare?..sà che è contro la legge?...lei e Monkye sarete un'unico esecutore se decidete di dargli retta!>>
Guardandolo dritto negli occhi gli dissi:<<..Tu portami da Monkye e non preoccuparti!>>
Così Albert mi portò in un vicoletto poco distante dall'osteria.
Monkye era lì che mi aspettava,una volta radunati andammo in giro per i sobborghi del paese con la speranza di incontrare almeno uno di quei subnazionalisti filonazisti,e incredibilmente due orette più tardi fummo accontentati....
...Incontrammo un tizio vestito come quei vermi a un distributore di profilattici,io guardai Monkye e gli dissi:<<..Ok,adesso dammi la pistola...farò quel che mi hai detto!..andrò ad acchiapare quel bastardo e mi farò portare dagli altri!>>
Monkye scrollò la testa e mi rispose:<<..no Matt,lo farò io...tu resta nascosto.>>
A quel punto il mio piano andò a monte,Monkye acchiappò di sorpresa quel verme e gli diede un colpo in testa con l'impugnatura della pistola,dopodichè lo acchiappò e lo trascinò tra i bidoni della spazzatura.
Gli puntò la pistola sotto il mento e si fece dire dove fossero gli altri...quindi tirò fuori un coltello che probabilmente rubò da Boe,gli tappò la bocca con una mano,e con l'altra gli tagliò la gola....io ed Albert rimanemmo schoccati..
Monkye prese il cadavere e lo gettò tra i rifiuti,poi si girò verso di noi guardandoci con orgoglio,dopodichè tornò da noi.
<<..Bene ragazzi...ora possiamo andare allo"Scottish Skin club">>
Così ci incaminammo attraversando le viette scure del paese,un elicottero girava sopra Egnovisan ormai da un bel pezzo,evidentemente era la polizia che cercava di individuarmi.
Bastò giungere nel luogo dell'agguato per notare che pattuglie della polizia stavano rastrellando tutte le principali vie del paese.
Una volta giunti di fronte allo "Scottish Skin club",ci nascondemmo tra i cassonetti e cominciammo ad attendere quei vermi.
Dopo un'oretta circa uscirono dal locale quattro tipi in kilt con la testa rasata...
gli occhi di Monkye brillarono,e in un men che non si dica uscii allo scoperto e cominciò a gridare:<<...Vooooi...luridi vermi...perchè non portate qui le vostre gonnelline che vi insegno io cosa vuol dire essere scozzesi!....Avanti bastardi...cosa aspettate?>>
Allo squadrone Skin non sembrò vero,e a quel punto cominciarono a correre verso di noi come tori di pamplona.
Monkye indietreggiò cautamente sino a ritrovarsi nel vicolo,e per quei quattro giunse la fine dei loro giorni.
Quattro colpi di pistola vennero esplosi uno dopo l'altro,quando diedi una sbirciata vidi quei vermi a terra contorcendosi come una serpe trafitta.
Gridavano dal dolore e supplicavano pietà,due di loro cercarono di strisciare fuori dal vicolo...ma Monkye esplose ancora due colpi di pistola,quella volta dritto alle nuca...un colpo per uno.
Gli altri due continuarono con le suppliche,poi Monkye mi guardò e mi disse:<<..se vuoi li lascio a te...>>,
ed io pensando a quello che ci avevano fatto,fui preso dalla collera...non vidi più niente,un velo bianco mi coprì i miei occhi.
Presi da un cassonetto un grosso televisore,nel frattempo Albert cercò di fermarmi,ma io andai in prossimità "dell'altare",alzai completamente la tele verso il cielo,guardai quel bastardo e gli dissi:<<...W il rè!>>Così la scagliai sul cranio dello skin vedendolo esplodere....fragile come un'uovo di gallina.
Poi fissai Monkye e gli dissi:<<..non ne hai altre munizioni?...voglio la pistola!>>
E Monkye:<<..Eccoti accontentato..>>,così me la passò ed io,guardando dritto negli occhi l'ultimo Skin gli dissi:<<..se vuoi vivere devi andare dalla polizia e confessare quello che avete fatto in stazione...>>,il tipo disperato accettò la proposta,ma non appena cercò d'alzarsi gli svuotai il tamburo sulla faccia....quando morì credette per un attimo di sopravvivere...di farla franca.
Successe un fatto strano subito dopo..Monkye e Albert erano spariti,ed io notai di nuovo quello strano individuo che mi seguì l'altro giorno...sempre alla stessa distanza...
Scappai dalla parte opposta,ma quando cercai di allontanarmi dal luogo del delitto sentii sirene della polizia per tutto il circondario,e a quel punto non mi rimase che sollevare un tombino e nascondermi nel sistema fogniario.
La polizia stava arrivando ed io non avevo altre vie di fuga.
cap.13 di"a Skyzofrenik life"
Scesi delle scalette e mi trovai in un piccolo stagno abitato da escrementi e da topi.
L'acqua putrida mi arrivava ai fianchi,feci qualche passo azzardato,quando poi notai delle luci blu riflettere dall'alto.
Alzai lo sguardo e vidi una grata di ferro.
Allora salii sun un muretto e mi piazzai propio lì sotto,mi immobilizai quando vidi dalla grata la gamba di un poliziotto...
...Sentii l'agente alla radio:<<..Centrale...qui è l'agente McWell...rispondete...abbiamo trovato altri quattro cadaveri vicino alla Symonds avenue...in un vicolo....mandateci la omicidi...passo...>>
<<...AFFERMATIVO MCWELL...PROCEDIAMO...>>
Ero consapevole di aver combinato un bel casino...ma il rè era stato vendicato,il trono era di nuovo il suo.
Passai più o meno una settimana chiuso là sotto,non mangiai nulla e l'unica acqua che mi azzardai a bere era quella piovana che colava dalla superfice....pensai di morirci là sotto...
Poi finalmente mi decisi ad uscire allo scoperto...era una notte ed ero affamato,non potevo permettermi di rimanere in città,quindi decisi di rifugiarmi di nuovo verso le campagne...all'insediamento druidico.
Camminai almeno tre ore prima di raggiugere i monoliti,fui costretto ad ostentarmi fra i passaggi più improbi per non essere individuato da nessuno.
Passai tra rovi e sassi,trascinandomi dietro il mio corpo denutrito,coperto da sporchi abiti bagnati.
Poi una volta arrivato a destinazione non credetti ai miei occhi...delle luci provenivano dalla zona di ricerca,e sembrava propio di aver trovato la salvezza.
Sicuramente dei giovani ricercatori stavano analizzando il sito in quei giorni,ed io avrei aprofittato del loro sonno per andare a fare un pò di spese.
Vidi un bel bastone in terra,allora lo raccolsi e lo usai per aiutarmi a raggiungere l'accampamento e piano piano mi avvicinai...cercando di fare meno rumore possibile.
Arrivato vicino le tende cominciai a sentire gemiti d'adenoidi univeritari,poi raggirando da dietro tutto il campo notai un grosso tendone...quello delle provviste.
Entrai dentro furtivamente,col passo felpato,una volta all'interno presi un sacco e iniziai a riempirlo di cibo in scatola...fagioli,fagioli e fagioli.
Poi vidi una bella picchetta da geologo,e uno di quei fornelletti da campeggio...requisii tutto.
Chiusi il sacco e uscii fuori dalla tenda,raggirai di nuovo l'accampamento e mi diressi verso i monoliti.
Quando ero quasi arrivato ebbi l'impressione di essere seguito,mi girai di scatto e vidi un'uomo venire verso di me:<<..Chi diavolo sei tu?...un morto di fame che và a rubare la merenda a gli scolari?...vedi di restituirmi tutto,altrimenti chiamo la polizia!>>
E in quel momento mi parve di averci Monkye in corpo...freddamente gli dissi:<<...Certo amico,non c'è nessun problema...tenga,io non voglio avere guai!>>
Quando il guardiano fece per prendere il sacco,io tirai fuori la picchetta e gli e la piantai in testa.
Restai a fissarlo incredulo negli occhi,mentre una colata di sangue gli coprì tutta la faccia...poi cadde a terra.
Lo presi per i piedi e lo trascinai in una cavità nella roccia,dopodichè andai a cercare della legna per fare un fuoco..la notte era ancora giovane.
Quando tornai spogliai il cadavere e indossai i suoi vestiti,perlomeno quelli...non erano bagnati.
Aprii qualche scatola di fagioli e la misi a scaldare sul fornelletto da campeggio,una volta aver messo qualcosa nello stomaco persi i sensi...
Mi svegliai che il sole doveva ancora sorgere,e uno spettacolo racapricciante si presentò ai miei piedi:
il corpo del guardiano era stato dilaniato da qualche animale durante la notte,e il fuoco era stato spostato dal passaggio di qualche bestia....cinghiali pensai.
Prima di inizire a vomitare presi il sacco e me ne andai.
Raggiunsi una strada e dopo un pò vidi una fermata del bus,quindi decisi di aspettare.
Arrivò dopo circa venti minuti,ed io salii.
Una volta seduto sul bus iniziai a controllare le tasche,e lì ebbi un colpo di fortuna...trovai dei soldi e un mazzo di chiavi...sette chiavi.
Su una di queste c'era un'etichetta con scritto"First island Egnovisan,Hod.st3/8".
Forse era la chiave di un'appartamento,su una delle isolette di Egnovisan...roba da turisti...non mi parve vero...decisi di raggiungere il primo porticciolo turistico e di farmi accompagnare a First island.
Andai a chiedere all'autista dove fosse il molo più vicino,ma lui mi rispose che tranne quello di Egnovisan non c'e n'erano altri da quelle parti,ma se avessi aspettato che il bus completasse il giro,sarebbe rientrato alla rimessa situata propio vicino al porticciolo di Egnovisan.
Allora mi misi a sedere e aspettai che il bus fece tutto il suo tragitto,dopo un ora e mezza scesi nei pressi del molo di Egnovisan.
Faceva molto freddo,e il vento sembrava tagliasse la mia faccia.
Mi avvicinai a dei pescatori e gli chiesi se mi avrebbero potuto accompagnare sino a First island,si guardarono un pò in faccia,poi acconsentirono il mio imbarco con loro,dicendomi che saremo partiti dopo dieci minuti circa.
Io mi affrettai ad andare a comprare un quotidiano qualsiasi,una volta identificata l'edicola feci l'acquisto e corsi al molo.
Partimmo alle sei e quarantacinque e i pescatori salparono per il secondo turno....ed io mi lasciai alle spalle altra morte...
XIV
Dopo una decina di minuti di navigazione vidi apparire tra la foschia First island,l'isola era più piccola di quanto sembrasse.
Un piccolo faro indicava la presenza di quel pezzo di terra emersa,e un gruppetto di case più in alto mi fecero immaginare dove fosse la Hod st.
Il peschereggiò attraccò al molo e i pescatori mi fecero scendere,io li ringraziai,dopodichè salparono non vedendo l'ora di andare a recuperare le reti.
Una volta a terra cominciai a guardarmi attorno,i gabbiani stavano appolaiati sulle ringhiere di protezione,in giro per il molo non c'era un'anima viva,quindi decisi di incamminarmi verso quel gruppetto di case che stavano a monte.
La strada sembrava facesse il giro dell'isola,in giro non c'era un'anima viva...mentre risalivo vidi un cartello con scritto"Hod street",capii che ero sulla strada giusta...nonchè l'unica.
Mi trovai poi in mezzo a delle case,tutte le persiane erano chiuse.
Evidentemente quelle mura ospitavano persone esclusivamente nei mesi estivi,ma non capivo come la gente potesse amare quel posto così freddo... confesso che First island aveva un suo fascino...là,frà l'oceano e il cielo,quell'isoletta era in balia di un vento che la modellava i suoi spigoli...le sue curve...le insenature...forse era quello il fascino di First Island....satellite di Egnovisan River.
Feci pochi passi qua e là,quando finalmente vidi il 3/8 di Hod st.
Era una casetta prevalentemente fatta di legno,le ringhiere erano decorate,e un pezzetto di giardino veniva occultato dalle siepi presenti intorno la casa.
Allora tirai fuori il mazzo di chiavi,andai dalla porta e inserii quella segnata..e questa si aprii.
All'interno tutto era in ordine...lo strato di polvere che c'era sopra i mobili faceva capire che lì dentro non ci entrava un'anima viva da un bel pezzo,dunque mi chiusi la porta alle spalle e iniziai a dare una bella pulita alla casa,o almeno dove avrei sostato!
Dietro a uno sportelletto c'era il contatore della corrente,..ed io accesi l'impianto.
Tutto era funzionante,in una sala c'era un divano e una televisione,in bagno trovai che vari saponi,e in cucina del cibo in scatola e da bere....compresi alcolici.
Sembrava che il signore mi avesse dato una mano.
Allora andai in bagno e mi cacciai nella vasca,appoggiai la testa e cominciai a godermi i fumi di quell'acqua bollente!
Cominciai a rilassarmi,come se non mi fosse successo niente di strano.
Anzi,le idee di Monkye cominciarono ad interessarmi.
Lui uccise il signor Burns sicuramente perchè aveva capito che tipo di uomo fosse...uno di quelli che piuttosto di tirar fuori una sterlina,sarebbe stato capace di vendersi gli organi del propio figlio.
E un'uomo del genere come può garantire ai suoi dipendenti di esser corretto e rispettoso?
Poi pensai come mai Monkye avesse ucciso così a sanguefreddo Henrik,Klaus e Dimitri.
Sicuramente per lo stesso motivo per qui uccise quelle prostitute...considerava tossicodipendenti e prostitute la feccia mondana...l'insulto al cittadino da eliminare!
Ma si mostrò intelligente quando volle farmi vendicare il rè caduto...secondo mè....avevamo gli stessi ideali,solo che Monkye tendeva a uccidere,ed io mi limitavo a odiare....
Poi mi venne in mente Albert...lui era un pazzo,ma più che teorizzare l'inutile non faceva...non era agressivo,anzi,un paio di volte provò a farmi riflettere...quindi era uno giudizioso.
Ero io il confuso..l'indeciso..l'insicuro..il timido..il perplesso...l'addolorato...il sofferente.
Dopotutto non appena si sono ammazzati i miei genitori,IO sono fuggito da Gnago...mio fratello rimase...ed io invece di trovarmi un lavoro altrove mi ficcai nei guai...latitante,clochard ed infine omicida.
Ammazzai quel guardiano solo perchè pronunciò la parola"polizia"...io non ne potevo più...la fuga da Prellynton,la carneficina di Edinburgh,i pestaggi in stazione...le accuse di David.
Cominciai seriamente a pensare di passare il resto dei miei giorni chiuso in una cella.
Una volta uscito dalla doccia andai a sdraiarmi sul divano e accesi la televisione.
Il notiziario delle tredici e venti iniziò con la cronaca:
-"Egnovisan river..scomparso docente universitario nella zona degli scavi adiacenti l'insediamento druidico -la sezione cinofila della polizia giungerà presto sul luogo della scomparsa..-furto dal tendone degli approvigionamenti...-continuano le ricerche di Matthew Ghouseby..pericoloso serial killer riuscito a fuggire miracolosamente dall'Aberdeen Hospital di Egnovisan river-collabora con le autorità l'Interpol...presunta fuga all'estero del mostro di Edinburgh.."-
Pensai che gli agenti che mi cercavano fossero degli imbecilli....io ero a poche miglia dalla centrale e loro mi cercavano all'estero...è propio vero che il punto più buio è ai piedi della candela!
Mi addormentai sul divano,e in un men che non si dica gli incubi mi catturarono la mente...
...io e loro...io e le vittime...io..e tanto sangue.
Poi dei rumori provenienti da fuori mi svegliarono e pensai che la polizia mi avesse trovato.
Mi alzai e col passo felpato mi avvicinai alla finestra vicino l'ingresso,spostai lentamente la tenda e tirando un sospiro di sollievo,vidi un gatto nella veranda che cercava riparo dalla quella pioggerellina che cominciò a inumidire la Hod st.
Aprii la porta e il piccolo animale entrò dentro scrollandosi di dosso quell'acqua tanto odiata.
Andai in cucina e presi il latte dal frigo,dopodichè lo intiepidii un pochettino sul fuoco e lo servii in un pentolino.
Il gatto facendomi le fusa si strusciò un pò alle mie caviglie e poi iniziò a consumare ciò che gli offrii.
Tornai sul divano,non appena mi misi a mio agio uscirono fuori da una stanza.....Albert e Monkye!
Io mi alzai di sobbalzo e spaventato gli chiesi:<<..Come diavolo avete fatto a trovarmi?...Mi avete messo nei guai maledetti!...Adesso mi dovete lasciare stare!...Avete capito?...Altrimenti vi ammazzo!...Lo giuro!!!>>
E Albert mi rispose:<<...Hei!.....non vorrai mica dare la colpa a noi adesso!?!...sei tu che continui a portarci a spasso...noi non ti seguiamo affatto!...e poi non ti lamentare se adesso ti trovi nei guai...io te l'avevo detto di non dare a mente a Monkye...invece tu gli hai dato corda!.....e adesso?...te la fai sotto dalla paura...stolto!>>
E Monkye dopo essersi fatto una bella risata mi disse:<<...Amico!...che vuoi da noi adesso?...dopo la strage ti sentivi solo...e lì che ci siamo conosciuti,non ti ricordi?...e io ti ho aiutato a fare quel che volevi fare...tu c'e l'avevi con tutto il mondo....ma il mondo non era il responsabile!...così ci siamo divertiti insieme!...abbiamo incendiato la falegnameria dove per anni ti hanno sfruttato,te ne sei andato da Gnago....hai rubato,sei scappato dalla polizia...hai ucciso e seviziato!...e non desideravi farlo?....Siiiii...sei passato dal pensiero all'azione!...quindi ti dovresti essere realizzato...no?...non provavi piacere quando vedevi le tue vittime paralizzarsi dal terrore?...no era bello?>>
Ed io incredulo gridai:<<...Nooooo!..non è vero!...io non sono pazzo!...voi due siete veri!..non siete frutto della mia immaginazione!....voi siete pazzi!.......pazzi!.........Pazzi!!!>>
E purtroppo la loro immagine mi scomparve davanti,ed io continuai a dare del pazzo al gatto...poi caddi a terra.
Cominciai ad avere forti tremori,il battito del cuore aumentò velocemente e cominciai a respirare con fatica.
Avvertii un forte dolore al petto...quasi pensai mi stasse venendo un'infarto,poi....persi i sensi.
Mi svegliai il giorno seguente,mi alzai da terra e andai in bagno a darmi una sciacquata alla faccia,mi guardai allo specchio...avevo un'aspetto terribile...il colore della mia pelle era sul verde,e grosse occhiaie scure sembravano il gozzo di un pellicano...facevo schifo.
Non riuscivo a credere di essere stato io ad uccidere tutte quelle persone...poi cominciai a fidarmi delle mie allucinazioni...anche se non mi sembrava vero.
Andai in sala e accesi la televisione,erano le dodici e quarantadue e per tele c'era uno di quei programmi di cucina...ricordai che a mia madre piaceva un sacco quel programma,ogni giorno prendeva appunti per perfezionare la sua tecnica culinaria su di un tacquino,poi ogni tanto esordiva con qualche piatto nuovo...ma se non ci andava bene qualcosa tipo il sale,lei si infuriava e ci mandava a quel paese!
Forse ci metteva molto animo nel preparare quei piatti,ma noi non lo tenevamo in considerazione...forse nessun'uomo sulla terra.
Poi arrivò l'ora del notiziario,e per la seconda volta consecutiva iniziò con la cronaca:
-"Ritrovato il corpo del docente universitario vicino ad un fuoco nei pressi degli scavi."
"Parti del cadavere sarebbero state asportate e cotte sulle fiamme...trovati resti masticati"
"Il presunto cannibale sarebbe Matthew Ghouseby,meglio conosciuto come il mostro di Edinburgh."
"Matthew Ghouseby,carnagione bianca,alto circa un metro e ottanta,di robusta costituzione,capelli rossi,occhi verdi,segni particolari molte cicatrici sul volto".
"Chiunque lo veda ha l'obbligo di avvertire le autorità competenti o di chiamare questo numero;767/555/676"
"E' stato dichiarato lo stato d'allerta...gli uomini dell'esercito parteciperanno alle ricerche su tutto territorio nazionale",Qualunque cittadino che abbia la maggiore età ha il diritto di usare ogni mezzo per catturarlo...ricompensa......centomila sterline...vivo o morto!"-
Capii immediatamente di essere veramente nei guai,cominciai seriamente a pensare di essere finito,ma nel fratempo pensai di lasciare la casa e di continuare a nascondermi sull'isola...tanto non avevo altre vie di fuga,e poi,quei pescatori potevano aver già raccontato tutto alla polizia.
Andai in cucina e aprii gli sportelli sotto il lavandino,presi dei detergenti e indossai quel paio di guanti da piatti che erano sul lavandino.
Senza alcun motivo,completamente preso dal panico,cominciai ad eliminare ogni traccia del mio passaggio,lustrai le finestre,le maniglie delle porte,pulii piatti e bicchieri,passai lo straccio in terra e tolsi i peli pubici che riuscii a scovare nella vasca da bagno....insomma il massimo che riuscii a fare.
Dopodichè uscii fuori di casa e mi incamminai verso la costa...non sapevo più dove andare.
Avrei aspettato il mio arresto in riva al mare?....Beh,non sarebbe stato male.
XV
Andai sulla spiaggia e mi sedetti su un grosso masso.
Cominciai a scrutare l'orizzonte...il mare si increspava e le onde andavano ad infrangersi sulla scogliera.
Gli schizzi che si elevavano al cielo si posavano sugli scogli come fossero coriandoli marini,e Egnovisan stava là....di fronte a me.
Là....la gente era allarmata,chissà quanti poliziotti mi stavano cercando per quelle strade...o in chissàquale nazione.
Mi faceva ridere il fatto che sulle mie tracce c'era pure l'Interpol,e l'esercito di sua maestà.
Chissà quanti pazzi chiusi in manicomio,potevano aver fatto peggio di me...oppure....ero io il più bravo?
C'era un elicottero che continuava a sorvolare la zona...da due giorni ormai,e la cosa più buffa è che io ero lì...a un miglio dalla centrale,seduto su un masso in riva al mare...ad osservare l'elicottero che mi cercava...ad osservare il "cieco braccio della legge!"
Guardando il porticciolo di Egnovisan,notai delle motovedette della polizia,che coi loro lampeggianti mi rasserenarono...salparono dal molo e virarono nella mia direzione.
A quel punto pensai:"finalmente mi vengono a prendere...ci sono arrivati!"
Ma poi vidi che si fermarono dopo un pò e si tuffarono dei sommozzatori...ma che diamine!
Avevo quasi voglia di mettermi a gridare indicando la mia posizione!
Allora decisi di fare quattro passi per la spiaggia,camminavo ma la mente era assente,sembrava fossi stato lobomotizzato.
Evidentemente fù la scoperta che quei pazzi erano frutto della mia immaginazione...e quindi ero in uno stato confusionale incredibile.
Ad un certo punto vidi dei bei scogli,allora decisi di andare a sedermi sopra di essi.
Notai incastrato tra gli scogli un bel remo,quindi andai lì e con un pò di pazienza lo tirai fuori,era bello...o almeno,per uno che proveniva da Gnagohill era propio un bel remo!
Poi mi sedetti e iniziai a liberarlo da un'intreccio di alghe quando all'improvviso le mie orecchie udirono uno strano rumore........sembrava quasi un motore.
E in quell'istante dentro la mia testa sentii una voce simile a quella di Monkye che mi diceva:<<....Cazzo!...ci hanno trovati!...Sei un idiota Matt!..volevi farti notare?...beh!..c'e l'hai fatta!...la polizia ha visto un imbecille sulla spiaggia di First island e ha mandato subito una motovedetta!...e adesso?...c'e la farai a liberarti di loro?>>
Subito dopo Albert:<<...Costituisciti!...lo devi fare...coraggio!...Fallo per tuo fratello!...avanti dai!>>
Alchè Albert mi fece venire in mente un'idea:sarei corso al 3/8 della Hod st.per chiamare mio fratello e dirgli di mandarmi subito un buon avvocato a Egnovisan!
Alzai la testa e vidi la vedetta avvicinarsi,io presi il mio remo e scappai verso l'appartamento della mia ultima vittima.
Ormai era questione di secondi,i poliziotti mi sarebbero venuti a cercare sull'isola.
Raggiunsi l'appartamento,entrai e mi diressi verso l'apparecchio telefonico,e per fortuna,era collegato.
Composi il numero di casa di Gnagohill,ma un trasferimento di chiamata mi fece attendere qualche secondo in più.
Mi rispose Frank e gli chiesi come stasse:<<..stò bene Matt,ora io e Sarah ci siamo trasferiti da poco a Mightown...da quando abbiamo avuto i bimbi.....ma tu piuttosto....dove diavolo sei?...Ti hanno arrestato?...Sei in prigione?>>
E gli risposi:<<..No,ma mi stanno venendo a prendere...ti prego Frank,mandami subito un'avvocato qui a Egnovisan...con quello d'ufficio sarò condannato al rogo!.....Ah!...complimenti per i bimbi Frank,ora sei un padre....ora devo scappare!...a presto Frank!>>
E riagganciai il telefono.
Vidi una luce fuori dalla finestra della cucina,mi accuciai e silenziosamente mi avvicinai alla tendina.
La spostai leggermente e vidi un agente con la torcia che parlava alla radio,poi la riagganciò al cinturone e avanzò verso l'ingresso impugnando la pistola.
Io mi allungai e presi il remo,poi restai in penombra nell'angolo vicino al tavolo.
Sentii aprirsi la porta molto lentamente,e vidi la luce della torcia illuminare la stanza...in quel momento pensai che l'agente fosse un'idiota.
Poi questo,tacchegiando,fece il giro di tutte le stanze quando finalmente si avvicinò a me.
In quell'istante Monkye mi disse:<<..colpiscilo!....colpiscilo!!!>>
E Albert:<<..alza le mani e arrenditi Matt!...non dargli retta!>>
Allora Monkye colpì Albert e il poliziotto si voltò di scatto illuminandomi con la sua torcia,ma io più veloce di lui,gli diedi un colpo sotto il mento con quel bellissimo remo,mi alzai,gli afferrai il polso con il quale brandiva la pistola,poi gli misi una mano sulla spalla e con un gioco di rotazione gli girai il braccio,dopodichè gli sferrai un colpo secco sul gomito e gli e lo spaccai.
L'agente cadde a terra lamentandosi,ed io col remo gli spaccai la testa colpendolo più volte sulla tempia...finchè non gli ridussi il cranio in poltiglia.
Lo spogliai e indossai la sua uniforme,presi la pistola,la torcia e la radio e mi incamminai verso l'approdo.
Arrivai vicino agli scogli e vidi un motoscafo della polizia poco distante da me.
Mi avvicinai e il poliziotto che era a bordo mi disse:<<..Come mai hai abbandonato le ricerche?..Cos'è...stai male?>>
Allora tirai fuori la pistola e gli sparai due colpi nel petto,salii a bordo e il poliziotto respirava ancora,allora gli diedi ancora un colpo in testa.
Poi presi anche la sua pistola e gettai il corpo in mare.
Accesi il motore,feci manovra e fuggii dall'isola....ero in alto mare.
Inizialmente mi diressi verso la costa,ma dalla parte opposta di Egnovisan.
Scelsi accuratamente una zona buia e disabitata per il mio sbarco,non appena avessero scoperto i corpi dei poliziotti sull'isola avrebbero rastrellato tutta la zona,e io sarei dovuto sparire.
Approdai su una spiaggia poco distante dal paese,abbandonai lo scafo e mi arrampicai sugli scogli.
Una volta incima vidi un bosco,quindi decisi di inoltrarmi tra la vegetazione e di nascondermi tra gli alberi.
Dopo circa un paio di minuti di cammino,vidi un piccolo buco in una roccia,mi avvicinai e scoprii che era l'ingresso di una grotta.
Non mi sembrò vero e mi nascosi lì dentro...
XVI
Una volta dentro la grotta non mi azzardai nemmeno ad accendere un fuoco,avevo paura di essere localizzato.
Mi sedetti e cominciai a guardarmi attorno...quel grottino era umido,c'erano ragnatele da tutte le parti e il suolo era ricoperto di melma...alimentata dalle infiltrazioni provenienti dall'esterno.
La vedetta della polizia era a un centinaio di metri dal mio nascondiglio,e presto le autorità l'avrebbero trovata.
Decisi di cammuffare il piccolo ingresso del grottino,quindi uscii fuori e cominciai a strappare rami il possibile dagli alberi.
Dopodichè rientrai dentro col mio fascio di rami e cominciai a sistemarli in maniera da far sembrare un giovane alberello,quell'ammasso vegetale che avevo posto all'entrata.
Mi sedetti di fronte l'ingresso,e tirai fuori le pistole che avevo rubato ai poliziotti.
Una era un revolver e aveva più tre colpi nel tamburo,l'altra era una semi automatica...e sembrava avesse il caricatore pieno.
,,,,Ero seduto a terra con l'orecchio che poggiava sulla spalla,la bocca aperta,e le pistole puntate verso l'ingresso......<<venite a prendermi bastardi...sono qua dentro..>>pensai,poi credo di essermi addormentato.
Al mio risveglio sentii una voce familiare sussurarmi:<<...pssssss...Matt!.......Hei!...è l'ora di andare a scuola...Ah Ha Ha Ha Ha !>>
Aprii di scatto gli occhi,poi mi voltai e sentii:<<...Hei...è inutile che mi cerchi,tanto sono dentro tè,ricordi?...Sono Monkye!....che c'è?!...non ti ricordi di me?...beh,aspetta un attimo..>>,così raccolsi un sasso che era in terra e lo portai all'altezza della mia fronte,poi di nuovo lui:<<..beh?...non ti ricordi di me?....dovresti fare un pò di mente locale no?>>
Così mi diedi la pietra in testa e caddi a terra...poi:<<..Aaaah,vedo che hai delle pistole Matt,perchè non giochiamo?..dai,la regola la faccio io....quindi facciamo così;
prendi il revolver che ha più tre colpi nel tamburo....bene..così...adesso apri la pistola e fai girare il tamburo e prima che si fermi chiudila!...dopodichè puntatela alla tempia e clicca il grilletto!...hai il cinquanta per cento delle possibilità di morire,eh eh eh eh!...se invece sopravvivi devi uscire di qua dentro e pensare ad eliminare tutti quelli che ti stanno sull'anima...uno per volta.>>
E l'idea mi piacque...presi il revolver,lo portai all'altezza della tempia,ricordo che tremavo,ma non per la paura...per il freddo.
Chiusi gli occhi,pensando ai pochi giorni felici che passai in vita mia,poi finalmente.....schiacciai il grilletto.
La pistola non sparò,io caddi a terra ed esplosi un'altro colpo....non sò come ma mi si piantò una pallottola nell'altra mano,forse di rimbalzo.
Mi ritrovai dolorante a terra,cominciai a perdere molto sangue,la pallottola mi aveva oltrepassato la mano destra sfondandomi il metacarpo,dopo aver tirato grida disumane persi conoscenza.
Non sò per quanto rimasi privo di sensi,sò solo che mi parve di essere morto...aspettavo inerme a terra l'arrivo di Caronte,e che mi gettasse tra i dannati.
Restai a terra forse per dei giorni...ricordo che ad un tratto,in quella morte apparente,sentii un campanellio.
Una goccia d'acqua mi battè sulla fronte,poi aprii gli occhi.
Ero dolorante,la schiena c'e l'avevo a pezzi e la mano non riuscivo a muoverla,con molta fatica mi alzai in piedi,feci qualche passo e caddi di nuovo a terra.
Ero esausto,avevo sete,lo stomaco era colmo di dolore e i crampi mi molestavano in continuazione.
Mi rialzai e raccolsi la semiautomatica,poi mi diressi verso l'uscita.
Spostai i rami che sistemai per nascondere l'ingresso della grotta,e i primi raggi che illuminarono il mio volto mi accecarono per un attimo.
Sembrava di essere un vampiro.
Poi uscii allo scoperto e mi resi conto che era una bella giornata,non sò quanto tempo passai lì dentro,ma di una cosa ero certo...da un bel pò di tempo.
Attraversai il boschetto e mi ritrovai sulla spiaggia dove abbandonai il motoscafo,ma lì...non c'era più.
La polizia deve avermi cercato in tutta la zona,ma non mi trovarono in quella grotta.
Forse quella puzza di muffa che emanavo avrebbe sdeviato i cani poliziotto...ma sino a quel punto?
Che avrei dovuto fare?
Inanzitutto bere e mangiare qualcosa...dopodichè..non sapevo.
Mi ributtai nella boscaglia,trascinandomi dietro il mio corpo esausto ed impotente,camminai per molte centinaia di metri,quando all'improvviso vidi un piccolo torrente a pochi passi da me.
Lo raggiunsi il più velocemente possibile,e una volta arrivato mi ci cacciai dentro come un animale.
Iniziai a bere come i cani e poco ci mancava a sembrare uno di loro,mi mancava solo la coda.
Una volta abbeverato avrei dovuto trovare qualcosa da mangiare.
Cominciai a girare per il bosco con l'aria del cacciatore esperto,ma forse quell'aria era il frutto della fame che avevo in corpo.
All'improvviso notai in cima a una rupe un daino,e in quel momento capii di aver trovato qualcosa da infilare nello stomaco.
In fondo alla rupe c'era un'altro corso d'acqua,allora immaginai che la mia preda volesse abbeverarsi propio in quel punto.
Indietreggiai cautamente e mi appostai in mezzo a delle felci,tirai fuori la pistola e mi misi ad aspettare il daino...sempre se questo sarebbe sceso a bere.
Ma dopo un pò,l'amico daino cominciò ad avvicinarsi al ruscello,e una volta sotto tiro prisi la mira e premetti il grilletto..BANG!!!
Il daino si accasciò su un fianco e cominciò a dimenarsi,io mi avvicinai,presi un grosso sasso e gli spaccai la testa con un solo colpo.
Non si mosse più.
Era un bel bestione,ed io ero troppo esile per potermelo portare a spasso,quindi decisi di fare un fuocherello lì e di pulire quell'animale coi mezzi che avevo a disposizione.
Presi le zampe anteriori del daino e le posai su un masso,in maniera che pendessero,poi alzai la gamba e sferrai un calcio sull'articolazione dell'arto,e lo spezzai.
Poi presi la parte rotta della zampa e cominciai a strattonarla verso l'alto,in modo di strappare i tessuti.
A quel punto cercai delle pietre sottili e ci feci un pò di filo fregandole tra loro,dopodichè le usai per tagliare la pelle.
Dopo un'oretta di stenti riuscii a staccare una misera coscia da quel daino,comunque,bastò a sfamarmi.
Presi un paio di rami con delle banali biforcazioni,le piantai ai lati del fuoco e dopo aver infilzato la coscia con un legno più lungo,c'e l'appoggiai sopra,e lo feci girare di tanto in tanto.
Finalmente riuscii a mangiare,il gusto della carne cotta in quelle condizioni mi sembrò squisita...anche se ero consapevole di non avergli fatto dare via il sangue prima di mangiarla.
Ma comunque nel sangue ci sguazzavo da un bel pezzo...e arrivati a quel punto le cose dovevano sistemarsi...in un modo o nell'altro!
XVII
Finii lo spuntino quando Albert si fece sentire:<<..Signore,io credo che lei adesso debba trovare un auto al più presto possibile...e vedere se la situazione si è calmata in giro...non avrà intenzione di seguire i consigli di Monkye per caso?...ormai secondo mè...o ci mette una pietra sopra e cerca di andarsi a costituire personalmente...oppure si tolga la vita!...tanto ormai lei è un'uomo senza futuro no?...cosa vuole?...continuare a uccidere?...pensa ancora di essere innocente?...faccia la persona saggia e vada dalla polizia...quelli appena la vedono la uccideranno!...e poi è sicuro di non doversi portare a presso tutto quel piombo nella Quarta dimensione?>>
Poi toccò a Monkye:<<..Non dare retta a quella vecchia checca esaurita!..Ricorda il nostro piano Matt...non sei morto dopo aver fatto quel giochino e adesso andiamo a rendere omaggio alle autorità!...Dai!...Andiamo finochietto!..>>
Allora pensai che la prima cosa da fare era trovare un auto,propio come Albert mi suggerì,dopodichè mi sarei liberato di tutte quelle persone che negli ultimi giorni mi seccarono...
Praticamente i poliziotti!
Mi incamminai verso una fattoria che vidi in lontananza,camminai e feci attenzione ad ogni minimo rumore,la campagna era silenziosa ma il pericolo che spuntasse qualche pattuglia era costante.
Una volta giunto in prossimità della staccionata la scavalcai,dopodichè vidi un trattore e andai a nascondermi tra le sue ruote.
La situazione sembrava tranquilla,in lontananza vidi solo un cane che s'aggirava nei pressi della casa,ma non sapevo se fosse cordiale con gli sconosciuti.
Poi vidi un bambino in bicicletta dirigersi verso di me,ero terrorizzato dall'idea che mi potesse vedere,poi Monkye mi disse:<<..se quello ti vede lo và a dire a mamma...e tu non puoi permetterglielo...ricorda cosa devi fare!>>
Il bambino pedalava e continuava ad attraversare il campo in mia direzione,una volta giunto in prossimità del trattore feci un balzo e lo presi per una gamba.
Lo trascinai dietro il trattore e cominciai a stringergli il collo, gli occhi del bambino s'ingigantirono lentamente,poi i suoi occhi smisero di guardare...
A quel punto presi la bicicletta e la nascosi,ricordo che dentro avevo come una convinzione che il bambino fosse vivo,inquanto credevo anche che fosse morto...ma la cosa importante è che non avesse potuto farmi localizzare.
Mi avvicinai alla casa,mentre il cane cominciò a correre verso il trattore,vidi un furgone.....stava parcheggiando.
Scese un signore,che notò immediatamente il guaito del cane,si mise a correre verso il trattore,ed io gli corsi dietro.
Quando il signore vide il bambino a terra si mise in ginocchio,e scoppiò a piangere...forse era il padre.
Io sbucai da dietro e gli sparai in testa....non potevo vederlo soffrire così.
Poi credo che il colpo abbia allarmato la madre....o almeno,una donna uscì dalla casa e si diresse anch'essa verso di me.
Mentre era quasi arrivata feci il giro del trattore e la sorpresi da dietro,Monkye a quel punto mi disse:<<..Perchè adesso non ci divertiamo un pò?>>
Così gli strappai i vestiti di dosso,la donna gridava e si dimenava,quindi Monkye pensò bene di ammutolirla a modo suo:spaccandogli la testa.
Devo dire che il rapporto con quella donna non fù così poi male...solo che lei fù un tantino freddina.
Dopo aver amoreggiato mi diressi verso il furgone,salii incima e misi in moto.
Mi allontanai da quella fattoria e mi buttai sulla strada principale.
Arrivai a Egnovisan River senza incontrare alcun posto di blocco,"strano"pensai...poi passai davanti al porto,e parcheggiai il furgone davanti alla centrale di polizia.
Scesi...mi accesi una sigaretta..mi voltai e mi trovai davanti un poliziotto che nel mentre mi diede una spallata...questo si voltò e mi chiese scusa,poi proseguì,intento a fare il suo lavoro.
Girai per tutta Egnovisan indisturbato...fino a sera.
Poi mi accorsi di avere una fame incredibile,quindi decisi di andare da Boe.
Arrivai davanti all'ingresso,diedi una sbirciata dentro...notai la presenza di molte persone e i miei abiti erano sporchi,ma aprii lo stesso la porta ed entrai nell'osteria.
Appena mi vide Boe sbiancò,come tutti quanti d'altronde,e la cosa che mi meravigliò di più è che dentro la sala tutti mi dovevano conoscere!
Allora tirai fuori la pistola e ordinai a Boe di chiudere immediatamente il locale,dopodichè pregai la clientela di consegnarmi tutti i telefonini,e dopo averli chiusi in un sacco li gettai nella stufa.
Andai dal telefono fisso e strappai il cavo,così mi rivolsi al publico e gli dissi:<<..Buonasera a tutti!...cittadini di Egnovisan...credo che voi sappiate chi sono...no?....beh,per chi non lo sapesse sono il killer di Prellynton...il mostro di Edinburgh..e il cannibale di Egnovisan!!!...quindi i signori sono pregati di non fiatare e di non muoversi!
Se mi disubbiderete allora mi mangerò le vostre lingue,oppure vi taglierò l'arto che avete mosso ingenuamente e lo cucinerò alla brace.....e se mi rendete facile il lavoro allora forse ve ne farò assaggiare un pezzetto...altrimenti niente!>>
Poi mi rivolsi a Boe e gli chiesi:<<..avresti mica una porzione di quella zuppa di pesci che tanto mi piace per cortesia?>>
E lui mi rispose umilmente:<<..Certo...si accomodi..>>,così mi sedetti.
Una volta che mi servì mi accorsi che tutta quella gente in paranoia mi dava fastidio,allora domandai a Boe:<<..che..c'e l'hai una cella frigorifera Boe?>>
E lui mi rispose:<<..certo....perchè signore?>>,e io gli dissi:<<..beh..i signori qui presenti mi danno fastidio...adesso li farò accomodare tutti quanti nella cella frigorifera!>>
Così mi alzai,impugnai la pistola e incanalai tutta quella clientela rumorosa verso la cella frigo,poi guardai Boe e gli chiesi:<<..scusa Boe...ma i tuoi amichetti...quelli del poker...sono nella cella?>>
E Boe:<<..Sì...sono lì dentro...>>
Allora gli diedi l'ordine di uscire,mentre gli altri rimasero dentro.....finalmente potevo mangiare in santa pace!
Boe e i suoi amichetti li rinchiusi in dispensa con un mazzo di carte,e una bottiglia di wisky.....
...almeno loro continuarono a spassarsela.
Consumai il mio pasto e uscì cautamente dal locale...era giunto il momento di levarmi di torno tutte quelle seccature che da tempo mi stavano assilando.
XVIII
Inanzitutto mi venne in mente il fruttivendolo all'angolo della Carnarvon avenue,quello spilorcio che ogni mattina ci allontanava.
Poi pensai alla cameriera del GoldenStationCafè...la vedevo la mattina recarsi sul posto di lavoro,era una donna bellissima,attraente,ma una di quelle che si davano molte arie...quando volgeva lo sguardo a noi clochard si voltava di scatto con un espressione di disgusto.
E per finire mi venne in mente quell'odioso postino che veniva a consegnare nei pressi della stazione...una mattina lo vidi prendere a calci un cane randagio......un clochard a quattro zampe.
Allora decisi di passare la notte in stazione.
Mi incamminai,e una volta giunto in prossimità delle vetrate diedi un'occhiata nella sala d'attesa.
Non c'era nessuno....a parte un vecchio signore.
Entrai e questo mi guardò,io feci come per salutarlo,poi mi sedetti in terra e gli domandai:<<...Salve amico,io sono Matt...e tu chi sei?>>
E il vecchio stralabiando mi rispose:<<...io sono Jonh...>>
Allora facendo finta di niente gli chiesi:<<...ma non hai saputo cos'è successo qui dentro?>>
E con fatica mi rispose:<<..certo amico...certo....era un mio amico quello che è morto carbonizzato...si faceva chiamare....Silvio di Babilvia....o...Chiliderco.....era un pazzo,ma un brav'uomo!...ricordo che un giovane scapestrato mi rubò l'unica bottiglia di wyskhi che avevo,nonchè l'unica fonte di riscaldamento a mia disposizione!...lui attirato dal mio pianto arrivò da mè,e quasi intenerito mi lasciò il suo barbour...mi disse di tenerlo pure che lui non ne aveva bisogno,così lo ringraziai e lui se ne andò...
Io prima dormivo dalle panchine vicino il binario,ma quando sono venuto a sapere la fine che ha fatto ho deciso di venire a dormire qui in sala d'attesa...propio dov'è morto quel brav'uomo!>>
Per un attimo mi sentii in colpa per non essere riuscito a tirarlo fuori...ma con quelle canaglie che ci lasciarono in fin di vita,non fù possibile.
Poi John continuò:<<...Vedi...là gente che vedi passare per strada quando tu chiedi l'elemosina,fà parte di quella cerchia di persone che ormai la loro vita è vestire bene e avere un conto in banca in grado di garantirgli sonni tranquilli,per loro ormai i problemi sono riuscire a mantenersi un'auto che vada a passo coi tempi,avere i capelli alla moda é riuscire a realizzarsi in un mondo materialistico!...più hai e più sei civile!...meno hai e più sei vicino alla bestia!....gente come noi non sono più degli uomini per loro...gli facciamo schifo!....ed è per questo che quei bastardi hanno dato fuoco al povero rè....perchè per loro valeva meno di un cane!...E se un cane viene dato alle fiamme gli ambientalisti fanno scoppiare uno scandalo,mentre se gente come noi viene uccisa o muore dal freddo a nessuno importa niente!
..Il caso viene immediatamente archiviato!...tanto noi non abbiamo parenti che possano reclamare...non abbiamo un nome...tanto noi non siamo nessuno!...siamo sporchi individui che si aggirano tra le vie delle città che poi in breve tempo scompaiono!...E per la gente è meglio!...capisci!...Tu non gli piaci!....Tu sei sporco!....Tu li infastidisci!...Perchè solo loro sono esseri umani!...Loro sì che hanno il conto in banca!...Loro sì che si lavano tutte le sere in splendidi bagni!....Noi no!!...Quindi siamo i diversi....gli inferiori...i Disumani!!!>>
Il discorso di Jonh mi fece capire molte cose...
Dormii li quella notte,poi il mattino seguente mi svegliai e diedi uno scrollone al vecchio John,lui girò lentamente il collo e mi domandò:<<...che diavolo vuoi ragazzo?..sei impazzito a svegliarmi a quest'ora?>>
Ed io gli dissi:<<...John...non è che avresti un rasoio per caso?>>
Lui strinse gli occhi e scoppiò a ridere:<<...Ah ah..ma ti ha dato di volta il cervello?..si vuole dare un'ordinata stamane Madame?..Ah ah ah ah ah!...Comunque non ti sembrerà vero ma ne tengo uno per ricordo...tieni!...E' un pò vecchio,ma è sempre affilato come una volta!>>
Così me lo diede ed io mi diressi verso i bagni....non appena varcai la porta mi voltai e gli lanciai le mie sigarette,poi gli dissi:<<...niente per niente John!...se ti và fumatene una,l'accendino è dentro al pacchetto!>>,così me ne andai.
Oltrepassai i bagni,e mi avvicinai all'uscita,poi notai un signore con un cappotto e uno strano cappello,così andai da lui e gli chiesi:<<...Mi scusi!..visto che è l'unico in giro per la stazione a quest'ora,non potrebbe mica offrirmi una sigaretta?>>
E Monkye disse:<<..Avanti Matt!...Adesso!>>
Così non appena il signore mise la mano in tasca gli diedi un pugno in faccia e lo spinsi a terra,poi cominciai a prenderlo a calci finchè non perse i sensi....quindi gli rubai il cappotto e il cappello e poi fuggii dall'atrio della stazione.
Agli inizi dell'alba ero per strada,per prima cosa mi sarei recato nel luogo dove nei giorni addietro chiesi l'elemosina,e una volta lì avrei aspettato.
Arrivai nel luogo prestabilito,mi misi dietro l'edicola e cominciai ad osservere i movimenti del fioraio.
Era come tutte le mattine fuori dal negozio,spazzava in terra per togliere le foglie da davanti l'ingresso.
Poi vidi arrivare puntuale il postino,che cominciò a consegnare come sempre,in prossimità del negozio di giocattoli....dopodichè apparve lei.
Camminava col passo di una principessa,indossando una di quelle gonne corte con sotto dei collant neri e un cappotto stile"Callas" nero con bordature in pelliccia...era molto sensuale.
Quando finalmente me la trovai accanto tirai fuori il rasoio di John,la presi rapidamente sotto il mento e gli tagliai la gola.
La gente cominciò a gridare,mentre il corpo della donna cadde esanime a terra mentre il sangue schizzava a intervalli regolari sporcando il marciapiede.
Quel suo bel visino sguazzava nel propio sangue.
Poi tirai fuori la semiautomatica e la puntai sù quel maledetto postino...questo si sdraiò a terra,ed io dopo averlo raggiunto lo presi per i capelli e gli dissi:<<..Impara a trattare bene gli animali bastardo!>>,poi fissandolo negli occhi gli sparai un colpo in fronte.
La gente terrorizzata non sapeva dove scappare...nessuno provò a fermarmi,dopotutto nelle condizioni in cui ero sarebbe bastato un bambino di nove anni.
Per ultimo mi rimase quello schifosissimo fruttivendolo...uomo sgarbato!
Entrai di corsa nel negozio e quando lo beccai era attaccato al telefono...forse stava chiamando la polizia...
Saltai dall'altra parte del balcone,e col rasoio di John tagliai il cavo del telefono.
Il fruttivendolo era terrorizzato,nei suoi occhi vedevo il volto della paura...poi lo presi per la gola e lo attaccai al muro.
Gli appoggiai il rasoio dietro l'orecchio,poi lentamente gli e lo tagliai di netto...quel bastardo piangeva come un'agnello appena nato...poi gli sfregiai lentamente la faccia tagliandoci le guance,e per finire gli puntai la canna della pistola sul pomo d'adamo e schiacciai il grilletto.
Quell'uomo smise finalmente di gridare.
Uscii dal negozio indisturbato,mentre cominciai a sentire le sirene della polizia avvicinarsi nei pressi della stazione.
Mi diressi verso il porto,passeggiando tranquillamente....mi guardai alle spalle e la gente terrorizzata scappava dalla parte opposta.
Mi accesi una sigaretta....e con romanticismo continuai a passeggiare.
XIX
Camminai,la rotta del mio sguardo virava tra il marciapiede e ciò che avevo di fronte.
Alzai lo sguardo,mi guardai intorno e tornai ad osservare il marciapiede.Cercavo la strada per il molo ma in realtà non vedevo nulla.Guardai con la mente e scrutai un'orizzonte astratto composto da passato e utopico futuro.
Il presente scorreva come l'asfalto sotto i miei piedi...come un fiume...
Un fiume che portava a valle quei detriti che forse,era meglio restassero dov'erano,ma se li portava lo stesso a presso....i ricordi.
Guardai le facce dei passanti e li osservai dettagliatamente una ad una..
..Facce arrossate dalle temperature negative che in quei giorni ci strinsero in una gelida morsa.
..Sciarpe,cappotti e pungenti berretti di lana sfilavano per le strade del paese racchiudendo in sè persone e le corrispettive anime.
Fidanzati a braccetto,famiglie che passeggiavano,gente dinanzi le vetrine progettare un possibile acquisto,e schiavi dai colletti bianchi che tornavano a casa brandendo la loro ventiquattrore....poi cominciarono a scappare...tutti quanti....forse perchè ero ricoperto di sangue!
Il vento soffiava sulla mia faccia e notai che ero l'unico a indossare abiti primaverili.
Arrivai finalmente sul molo e cercai accuratamente una panchina sgombra,mi sedetti e tirai fuori le sigarette di riserva,ne accesi una e cominciai a gustarmi ogni dannato tiro...cominciai a guardare il mare e all'improvviso di nuovo loro....di nuovo domande....e altre risposte:<<...Adesso sei realizzato Matt?....ma che hai fatto?...Tu hai fatto un solo errore....dare a mente a Monkye!>>
Così l'altro intervenì subito:<<...Ma non dar retta a questa femminuccia intelletuale!....Tu volevi questo no?...Altrimenti chi?...Io?...che sei tu?...o Albert?...noooooo,quel uomo inutile non riuscirebbe a sopravvivere nemmeno a trecento metri da un supermarket!...e quello....sei sempre tu!...Quindi deciditi!...Non avere rimorsi!>>
E il problema è che in effetti non mi sono mai pentito di niente....ero completamente insofferente..
....e adesso...Eccomi qua!...Circondato da poliziotti!
La panchina sulla quale sono seduto è gelida,e i pantaloni di tela che indosso permettono a questo freddo pungente di congelarmi le chiappe!
Le onde si infrangono sulla scogliera e l'odore del salino mi raggiunge trasportato dalle goccioline che inumidiscono il mio volto....salsedine.
Ed io rimango inerme a godermi queste carezze in una fredda giornata di dicembre....mentre loro continuano....continuano ad assillarmi!
Uno alla volta per piacere!..se fate così non vi capisco!
Loro sono me,io sono loro.
Sento in continuazione i loro bisbigli,in ogni momento della giornata.
Sono diversi fra loro...e loro sono diversi da me,per questo che nascono discussioni!
..Noi litighiamo....ci poniamo le domande e ci diamo le risposte....noi prendiamo delle decisioni...noi viviamo insieme..noi siamo un'insieme!
Noi agiamo per il bene e il male comune...a noi non ci và mai bene niente!
..Noi siamo i gas di scarico della società...e come tali,nuociamo gravemente alla salute!
Veniamo inconsapevolmente inalati ogni sacrosanto giorno......dal fruttivendolo,dal postino,dalla cameriera,dal bambino che gira sulla sua bicicletta........noi.....sono io...........................................Matthew.Ghouseby.
..Ora sono accerchiato da agenti della polizia....non sò che ore sono....però credo sia giunto il momento di alzare le mani e di costituirmi....
....sono molto arrabbiati gli agenti e mi puntano tutti la loro pistola addosso...
...mi dicono di sdraiarmi a terra....ed io mi sdraio...
...Gli agenti stanno venendo a prendermi e finalmente credo di avere capito:non dovevo essere così violento...
...ma la violenza che mi uccise tempo fà...
...ha continuato a fare vittime!
FINE
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